Soldi col salvagente

Redazione
01/02/2011

di Edoardo Blosi Il campanello di allarme è suonato con la pubblicazione degli ultimi dati di Eurostat. Secondo l’Istituto europeo...

Soldi col salvagente

di Edoardo Blosi

Il campanello di allarme è suonato con la pubblicazione degli ultimi dati di Eurostat. Secondo l’Istituto europeo di statistica, l’inflazione nel Vecchio Continente ha rialzato la testa e a gennaio ha raggiunto il 2,4% su base annua, il livello più alto mai toccato dall’autunno del 2008. 
E così, tra gli investitori sta crescendo la preoccupazione per gli effetti del carovita che, nei prossimi anni,  potrebbe rosicchiare velocemente una buona fetta della loro ricchezza. Ci sono però diversi strumenti finanziari che consentono di mettere al riparo il portafoglio, del tutto o in parte, da una improvvisa infiammata inflazionistica. Ecco di seguito una guida proposta da Lettera43.it per orientarsi.
I BUONI POLIENNALI DEL TESORO (BTP€I). Il modo più semplice per proteggere il portafoglio dall’azione erosiva del carovita è probabilmente l’acquisto di un titolo di stato con rendimenti indicizzati all’inflazione. In Italia esistono per esempio  i Btp€i, i buoni del Tesoro poliennali inflation linked. 
Sono obbligazioni che offrono una cedola annua che rimane fissa in termini percentuali (cedola reale) ed è compresa tra l’1,85 e il 2,1% , a seconda delle scadenze (che possono arrivare fino a 30 anni). Il valore nominale del titolo cresce invece ogni 12 mesi in base al tasso d’inflazione registrato nei paesi di Eurolandia. Se i prezzi al consumo aumentano, anche il valore del  Btp€i si muove dunque verso l’alto, garantendo un guadagno all’investitore.
DAL TESORO FRANCESE GLI OAT€I. Chi vuole diversificare il portafoglio, può acquistare anche altri titoli di stato inflation linked, emessi dai  Paesi di Eurolandia. I più diffusi sul mercato sono indubbiamente gli Oat€i collocati dal Tesoro francese, che hanno un meccanismo di funzionamento analogo a quello dei Btp€i italiani.
Anche gli Oat€i garantiscono infatti il pagamento di  una cedola annua che rimane fissa  in termini percentuali ed è compresa tra l’1,6 e il 2,25% a seconda delle scadenze, mentre il valore nominale del titolo segue l’andamento dei prezzi al consumo. Va ricordato che i buoni del Tesoro trasalpini hanno un rating tripla A e, in questo momento, sono considerati molto meno rischiosi dei Btp€i italiani (che hanno invece un rating singola A+ per Standard&Poor’s ).
LE OBBLIGAZIONI SOCIETARIE. Anche molte obbligazioni emesse da società private (i cosiddetti corporate bond) offrono dei rendimenti indicizzati al caro-prezzi. Chi vuole proteggersi dall’inflazione, dunque, può iniettare nel portafoglio  una buona dose di questi titoli, che solitamente sono collocati dalle banche. Prima di acquistarli, però, è bene tenere  a mente un’ importante avvertenza: nel prospetto informativo di ciascun bond, gli emittenti hanno l’obbligo di mettere a confronto il rendimento offerto con quello di un titolo di stato inflation linked di uguale scadenza, cioè un Btp€i. Leggendo le note informative, si scopre spesso che i Buoni del Tesoro offrono delle cedole più elevate e risultano dunque più convenienti.
I FONDI D’INVESTIMENTO. L’industria del risparmio gestito offre molti strumenti finanziari che hanno l’obiettivo di mettere al riparo la ricchezza dall’inflazione. Sono i fondi comuni d’investimento inflation linked che impiegano il proprio patrimonio in titoli di stato e  in obbligazioni corporate con rendimenti legati alla crescita dei prezzi. In Italia, oggi sono venduti 131 fondi di questa categoria (95 denominati in euro, 26 in dollari e 10 in sterline britanniche).
Il prodotto più redditizio nell’ultimo anno è stato il  Bonds inflation linked fund della casa di gestione belga Kbc Asset management, che ha guadagnato più del 9% in 12 mesi. 
ETF INFLATION LINKED. Oltre ai tradizionali fondi comuni d’investimento, l’industria del risparmio gestito offre un’altra categoria di prodotti anti-inflazione. Sono gli exchange traded fund, cioè i fondi negoziabili in borsa come le azioni che seguono di pari passo le performance di un indice di riferimento (ad esempio un paniere di titoli azionari, di bond o anche di materie prime). Tra tutti gli etf obbligazionari quotati alla borsa di Milano, ve ne sono ben 7 che impiegano il proprio patrimonio in titoli di stato e in bond legati all’inflazione.
Il prodotto più redditizio nell’ultimo anno è stato il Db X-trackers II Global inflation linked emesso dal gruppo Deutsche Bank, che ha guadagnato circa  il 3,5% in 12 mesi.