Sole su Dagospia

Redazione
11/10/2010

A sollevare il problema della compatibilità tra un sito di gossip e l’austera casa editrice del più diffuso quotidiano finanziario...

Sole su Dagospia

A sollevare il problema della compatibilità tra un sito di gossip e l’austera casa editrice del più diffuso quotidiano finanziario del paese era stato agli inizi di quest’anno Luigi Abete.
Il presidente della Bnl, che in passato ha guidato anche la Confindustria, aveva fatto sentire la sua voce in consiglio d’amministrazione per dire che no, non era proprio in caso di sponsorizzare quel matrimonio tra sacro e profano che tanto imbarazzava molti degli associati.
Risultato? Il contratto che affidava alla Sole 24Ore System, concessionaria del gruppo, la raccolta della pubblicità su Dagospia, il sito fondato e diretto da Roberto D’Agostino, era stato messo in naftalina in attesa di una decisione definitiva.
Venerdì 8 ottobre, nell’ultima riunione del consiglio, il tema è stato ripreso. Solo che stavolta a gridare allo scandalo non è stato solo Abete, che ha ribadito la sua contrarietà, ma anche un pezzo da novanta dell’organizzazione: Aurelio Regina, il leader degli industriali romani il cui peso in senso al sindacato padronale è in forte crescita, e che è dato come uno dei possibili successori di Emma Marcegaglia.
Ma il fuoco di sbarramento capitolino non ha sortito gli effetti sperati, e dal consiglio è uscito il via libera alla definizione di un nuovo contratto.
A nulla, insomma, è valsa la battaglia dei due membri del consiglio che si facevano portavoce di qualche mal di pancia della base verso un sito che certo non si è mai tirato indietro quando si trattava di denunciare o mettere alla berlina le loro gesta.
Regina tra l’altro, in una famosa intervista a Il Foglio dello scorso aprile, aveva invocato una decisa inversione di rotta del giornale confindustriale (una dichiarazione che fu letta da molti con un avvertimento all’attuale direttore), ma ora è diventato uno dei più accesi sostenitori di Gianni Riotta, che da Dagospia ha ricevuto frequenti punture di spillo.
Alberto Meomartini, presidente di Assolombarda, la più importante organizzazione di Confindustria, inizialmente indicato (anche da Lettera43) come contrario all’operazione Dagospia, ha invece votato a favore.