Macron cresce nei sondaggi del 15 maggio 2019 sulle Europee

Macron cresce nei sondaggi del 15 maggio 2019 sulle Europee

La République En Marche sale al 23,5% (+1,5%) e supera il Rassemblement. Attesa per il dibattito tra i due capilista, Loiseau e Bardella. 

15 Maggio 2019 10.13

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Con il 23,5% delle preferenze, La République en Marche (Lrem), il partito della maggioranza di governo in Francia, è tornato davanti all'estrema destra del Rassemblement National (Rn), fermo al 22%: sono i dati di un sondaggio dell'istituto Elabe per Bfm-Tv, pubblicato la mattina del 15 maggio, a poco più di una settimana dalle elezioni europee.

Rispetto alla settimana precedente, il partito di Emmanuel Macron fa segnare un progresso di 1,5 punti, mentre quello di Marine Le Pen resta stabile. Segue la destra dei Republicains, che perde tre punti rispetto a sette giorni prima (11%), mentre aumentano dello 0,5% le intenzioni di voto per Eelv, il partito ecologista, che arriva al 10%, decisamente avanti alla sinistra radicale della France Insoumise (7,5%).

UN MANIFESTO PER SPINGERE LA CAPOLISTA LOISEAU

Per consolidare il vantaggio della capolista 'Renaissance/Lrem', Nathalie Loiseau, sullo sfidante del Rassemblement National, Jordan Bardella, secondo radio Europe 1 Macron è pronto a comparire anche sui manifesti elettorali. Ci metterà la faccia, insomma. Se il capo dello Stato si espone in questo modo, dicono gli osservatori a Parigi, è perché spera di spingere la campagna. Loiseau e Bardella si sfidano la sera del 15 maggio in un atteso faccia a faccia televisivo previsto alle ore 19 su Bfm-Tv. In contemporanea, il manifesto, stampato in 60 mila copie, dovrebbe essere affisso dai militanti di En Marche in tutta la Francia. Nel poster si vede il volto sorridente del presidente della Repubblica, con la scritta: «En Marche per l'Europa! Il 26 maggio voto Renaissance!». Secondo fonti citate da Le Figaro, si tratta di «un modo per mobilitare l'elettorato del primo turno del 2017, quelli che diedero fiducia al presidente della Repubblica, in particolare, perché aveva un progetto ambizioso e volontaristico per l'Europa». Dalla direzione del partito tendono tuttavia a minimizzare: «Non si tratta di sostituire Nathalie Loiseau o di riprendere il controllo, si tratta solo di un manifesto su 11 manifesti».

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