«Sono perseguitato, Lula coraggioso»

Redazione
22/01/2011

Continua l’autodifesa di Cesare Battisti, il terrorista condannato in Italia in via definitiva all’ergastolo per aver commesso quattro omicidi, e...

«Sono perseguitato, Lula coraggioso»

Continua l’autodifesa di Cesare Battisti, il terrorista condannato in Italia in via definitiva all’ergastolo per aver commesso quattro omicidi, e che in un’intervista al settimanale Brasil de Fato ha sottolineato anche il «coraggio» dell’ex presidente Lula, che ha detto «no» alla sua estradizione in Italia, oltre a prendersela con il sistema giudiziario del Brasile. «Sono un perseguitato», ha detto Battisti, aggiungendo che «se Lula avesse deciso prima» del 31 dicembre, ultimo giorno della sua presidenza, «gli avrebbero dato addosso, perché sconfiggere me equivale a sconfiggere lui.
«UN CASO ASSURDO». «Sono un perseguitato perché scrittore e con un’immagine pubblica. Se non fosse così sarei uno dei tanti, come diversi italiani usciti dal Paese per lo stesso motivo. Sono perseguitato dallo Stato italiano e in Brasile dal sistema giudiziario. Non esiste alcun Paese nel mondo nel quale un’estradizione non sia decisa dal capo dell’esecutivo. Immaginiamoci se quanto ha deciso il potere giudiziario brasiliano fosse accaduto in un altro Paese, per esempio la Francia. Sarebbe assurdo, impensabile», ha sottolineato Battisti, riferendosi alla decisione presa dal Supremo Tribunal Federal brasiliano di tornare a esaminare, a febbraio, il suo caso, anche dopo il diniego di Lula alla sua estradizione.
TRAUMATIZZATO DALLA VICENDA. Alla domanda del cronista su cosa pensi delle ripercussioni sulla sua vicenda, Battisti ha risposto: «È difficile parlare di questo, è la ragione per la quale sono rimasto traumatizzato e ho avuto bisogno di uno psichiatra. Mi basta vedere in tv qualsiasi cosa riguardante l’Italia anche non su di me e subito perdo il controllo, entro in uno stato semi-cosciente. Ieri, per esempio, una rete tv brasiliana ha parlato di Berlusconi con le sue prostitute e mi è bastato sentire la notizia “Italia” per rimanere cosi… (tremolante). Quando il mio caso è diventato internazionale, è diventato anche una moneta di scambio per molte cose. Hanno fabbricato», ha concluso, «un mostro che non ha niente a che vedere con me».