Il destino di Sophia al centro del vertice Ue di Vienna

Il destino di Sophia al centro del vertice Ue di Vienna

30 Agosto 2018 07.55
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L'Italia tira dritto sulla modifica delle regole di ingaggio sui porti per lo sbarco dei migranti salvati dalle navi della missione EunavForMed Sophia. Il 30 agosto il ministro della Difesa Elisabetta Trenta ha invocato la «responsabilizzazione degli altri Paesi rivieraschi» e spiegato che, senza un accordo che preveda la rotazione dei porti, Roma valuterà se proseguire l'operazione. L'Austria, da parte sua, spinge sul progetto della "fortezza Europa", puntando a blindare le frontiere esterne, col supporto militare a Frontex, per contenere i fenomeni migratori.

Perché sui migranti Salvini fa il gioco di Macron

Al vertice Ue di Vienna si decide il destino dell’Operazione Sophia. Roma chiede la rotazione dei porti di sbarco. Altrimenti, dice il ministro, “fermiamo la missione”. Cosa che vuole anche Parigi. Questa volta la Francia non si metterà sulla strada di Matteo Salvini.

IL MINISTRO TRENTA: «SI GIOCA L'IMMAGINE DELL'UE»

«Nel 2015 ci siamo assunti la responsabilità politica di far nascere la missione Sophia. Allora si riteneva che l'azione in acque extra-territoriali sarebbe stata solo una prima fase. Le cose in Libia sono andate diversamente e la presenza di Sophia dura ormai da tre anni. Finora, come Italia, abbiamo da soli accolto tutti i migranti salvati. Questo non è più possibile, lo dico a nome del governo. Occorre cambiare le regole», è un passaggio trapelato dell'intervento del ministro Trenta alla riunione, «su Sophia si gioca l'immagine dell'Europa». E ancora: «Non c'è accordo sulla proposta italiana. Tutti condividono l'importanza dell'operazione Sophia, e noi siamo i primi, è chiaro che dovremo fare le nostre considerazioni, e ogni decisione sarà presa col governo e il premier Giuseppe Conte». Sullo sfondo da guerra totale tra Roma e Bruxelles, sostenuta dalle bordate di Parigi, il lavoro dei ministri della Difesa europei, dopo la pausa estiva, è ripartito su un terreno scivoloso, soprattutto con lo scontro politico che sempre più si sta radicalizzando tra sovranisti e internazionalisti.

SALVINI ATTACCA MACRON: «NON DIA LEZIONI»

Su Sophia è intervenuto anche il ministro dell'Interno Matteo Salvini: «Abbiamo chiesto la rotazione dei porti di sbarco, perchè non è possibile che tutti i migranti soccorsi vengano da noi come sottoscritto dal governo Renzi che ci ha lasciato con questa eredità pesante. Se dall'Europa arriverà l'ennesimo no dovremo valutare se continuare a spendere soldi per una missione che sulla carta è internazionale ma poi gli oneri ricadono solo su un Paese». Quindi l'attacco a Parigi: «Più di 40 mila respingimenti alle frontiere francesi con l'Italia dall'inizio del 2017, altro che solidarietà e accoglienza. Macron abbia il buon gusto di tacere e non dare lezioni agli italiani», sono state le parole indirizzate dal leghista al capo dell'Eliseo, che il 29 agosto aveva risposto all'offensiva di Viktor Orban e Salvini affermando che i due «hanno ragione» a vederlo come il loro «principale avversario» in Europa sul capitolo migranti. «Non cederò niente ai nazionalisti», ha rincarato rispondendo ai giornalisti al seguito, «e a quelli che predicano odio. Se hanno voluto vedere nella mia persona il loro principale avversario, hanno ragione». (Leggi anche: Perché sui migranti Salvini fa il gioco di Macron)

Salvini ha anche parlato dell'indagine sulla nave Diciotti. «Apprendo che esiste un nuovo reato, il ricatto all'Unione europea, non sapevo che esistesse», ha affermato. «Stanno modificando il codice penale per il ministro dell'Interno. Bene, rivendico di aver ricattato l'Unione europea».

«Da inizio 2017 ad oggi», continua il messaggio di Salvini, «la Francia del 'bravo Macron' ha respinto più di 48 mila immigrati alle frontiere con l'Italia, comprese donne e bambini. Sarebbe questa l'Europa 'accogliente e solidale' di cui parlano Macron e i buonisti?». «Al posto di dare lezioni agli altri», prosegue, «inviterei l'ipocrita presidente francese a riaprire i confini e accogliere le migliaia di rifugiati che aveva promesso di prendere. L'Italia non è più il campo profughi d'Europa, la pacchia per scafisti e buonisti è finita!».

I DATI DEL VIMINALE SUI RESPINGIMENTI

La mattina del 30 agosto, il Viminale ha diffuso i dati dei controlli di frontiera ripristinati dal governo di Parigi da più di un anno e mezzo. Secondo il Ministero dell'Interno, sono state 30.911 le persone respinte alla frontiera francese nel 2017: di queste 10.407 erano stranieri con un permesso di soggiorno valido in Italia (tra cui 1.465 pakistani, 1.108 malesi, 840 nigeriani, 832 albanesi), altre 20.504 erano irregolari (per la maggior parte sudanesi). Dal primo gennaio al 28 agosto di quest'anno, siamo a quota 17.476 respingimenti: 6.561 con permesso di soggiorno italiano (tra cui 933 pakistani, 651 malesi, 613 albanesi), 10.915 irregolari. In totale, 48.387 migranti.

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