Sottofondo erotico

Bruno Giurato
14/10/2010

Venti brani che tengono alta la temperatura dell'amore.

Sottofondo erotico

Una playlist sexy. Non porno, non erotica. Sensuale. Una storia amorosa della musica italiana e internazionale in venti canzoni. L’anima pop e rock trasuda sesso dalle origini e le canzoni da citare sarebbero centinaia. Noi di Lettera43.it abbiamo fatto la nostra scelta. Ecco i risultati, in ordine cronologico.

1) Fire, Jimi Hendrix, 1967
«Fammi stare vicino al tuo fuoco». Dell’immensa erotologia hendrixiana questo è il pezzo più diretto. Crosstown traffic è quello più indiretto, ma non meno scabroso.

2) The lemon song, Led Zeppelin, 1969
Inno genitale dei Led Zeppelin. Il limone in questione non è un agrume.

3) Je t’aime moi non plus, Gainsbourg Birkin, 1969
Classico dell’arte del lamento, sospiro, singulto, gemito.

4) Sex Machine, James Brown, 1970
Da chi si definiva (a ragione) “il più grande lavoratore dello spettacolo” non c’è da aspettarsi altro. Uomo e macchina dell’amore.

5) L’importante è finire, Mina, 1975
Leggenda metropolitana vuole che il titolo originale di queta canzone, scritta da Cristiano Malgioglio, fosse «l’importante è venire». L’autore ha smentito. E alla smentita non crede nessuno.

6) Pensiero Stupendo, Patty Pravo, 1977
«le mani/ le sue». L’ormai classico, e perfino demodé, triangolo. Lui, lei e l’altra.

7) America, Gianna Nannini, 1979
«Per oggi sto con me mi basto/ nessuno mi vede/ e allora accarezzo la mia solitudine/ ed ognuno ha il suo corpo a cui sa cosa chiedere».

8) Do me, Baby, Prince, 1981
Respiro per respiro, storia analitica di un amplesso.

9) Sexual Healing, Marvin Gaye, 1982
Lo psicologo James Hillman parlava di “healing stories”, storie che curano. Secondo Marvin Gaye ci sono cure più efficaci.

5) Relax, Frankie goes to Hollywood, 1984
Il brano simbolo del primo disco dei Fgth, Welcome to the pleasuredome e, insieme a Smalltown Boy dei Bronsky beat, un manifesto della cultura gay. Ma Smaltowwn Boy è una canzone desolata, mentre qui si va felicemente sul torbido. Il rumore a tre quarti del pezzo è  un climax fisiologico.

10) Jamin-a, Fabrizio de Andrè, 1984
Ode a una prostituta. Traduzione dal genovese. «Sorella mia Jamina/mi perdonerai/ se non riuscirò a essere porco/come i tuoi pensieri/staccati Jamina/labbra di uva spina/ fatti guardare Jamina/getto di fica sazia/e la faccia nel sudore/sugo di sale di coscie/ dove c’è pelo c’è amore/sultana delle troie».

11) Ti sento, Matia Bazar, 1985
«Ti sento/ bellissima statua sommersa».

12) Sledgehammer, Peter Gabriel, 1986
Metafore industriali, nella più colta tradizione blues chicaghese: «Puoi avere un gran carro/ che va su e giù tra le curve/ puoi avere un autoscontro che si scontra/ un divertimento che non finisce mai». Sledgehammer vuol dire «martello».

13) L’amore che cos’è, Luca Carboni, 1992
«No, no non hai capito/ non ho detto di spogliarti/ io ci voglio entrare adesso/ anche se sei vestita». La tipica grinta della voce di Carboni (tipica di chi si è appena alzato dal letto e non ha ancora preso il caffè) in questa canzone ha un suo perché e percome.

14) Chan Chan, Company Segundo, 1997
L’andamento del brano è quasi malinconico. Ma il testo nasconde doppi sensi quanto più oscuri quanto osceni: «Pulisci il cammino dalle foglie/ perchè voglio sedermi /su quel tronco che vedo/ e così non ci posso arrivare». Provate a canticchiarla a qualunque cubano o cubana di vostra conoscenza, e vi risponderà con delle risatine imbarazzate.

15) Joyful girl, Soulive, ospite Dave Matthews, 2002
Una canzone triste come l’originale di Ani Di Franco, scritta pensando alla madre e al lavoro di musicista, viene trasformata in un ritmo languoroso e malizioso. La ragazza gioiosa diventa tutta un’altra cosa.

16) Lady Marmelade, Christina Aguilera, Pink, Mya, Lil’Kim, 2002
«vuoi dormire con me stasera?». Storia di un adescamento per le strade di New Orleans, quartiere francese.

17) Love song N.1 Me’Shell Ndegé Ocello, 2003
Cronaca rigorosa di un amore saffico: «lasciami nutrire il tuo corpo/ nutrirlo con l’amore».

18) Morena mia, Miguel Bosè, 2004
«Brunetta mia canterò per te fino alle dieci /uno, il sole che ti illumina/ due, i tuoi piedi che comandano/ siamo in tre nel tuo letto… tre/ brunetta mia, il quarto arriverà in seguito/ cinque tuoi continenti/ sei sono le mansioni medie/ del mio preriscaldamento / e continuo a cantare, adesso/ bene bene bene bene»

19) Gimmie More, Britney Spears, 2007
«Mi hai in una strana posizione/ ma se sei in missione hai il mio permesso».
L’evoluzione sessuale della ex-scolaretta Britney.

20) Popporno, Il Genio, 2009
«Ma quando viene sera/ tu mi parli d’amore/ e guardandomi negli occhi /mi fai sentire davvero/una donna un po’ porno».