La destra sovranista e rabbiosa finirà sempre più isolata

Salvini e Meloni terranno la piazza fino a che non diverrà luogo comune rappresentarli per quelli che sono: due senza mestiere attaccati alle poltrone più di coloro che detestano.

10 Settembre 2019 09.43
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I sostenitori del premier Giuseppe Conte, che si possono dividere in due categorie quelli convinti del governo giallorosso e quelli che lo accettano a malincuore, rischiano di diventare un circolo di clandestini chiusi nelle loro dimore a pregare.

Pregare perché il governo non faccia errori, perché i suoi ministri stiano zitti, perché Luigi Di Maio smetta di piagnucolare sulla vice-presidenza perduta, perché si facciano poche cose serie ma soprattutto, con la finanziaria il cuneo fiscale così da dare quattrini veri e non beneficenza ai lavoratori.

Salvini ha addirittura dichiarato che se il parlamento approverà leggi che disferanno il lavoro di prima bloccherà le uscite del parlamento

Pregare perché fuori da questi circoli clandestini ci sono solo nemici. Ci sono le folle urlanti di Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Quest’ultimo ha addirittura dichiarato che se il parlamento approverà leggi che disferanno il lavoro di prima bloccherà le uscite tenendo prigionieri deputati e senatori e non è finito ancora a Rebibbia.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte mentre parla alla Camera dei deputati.

Ci sono poi i nemici riflessivi, quelli che hanno sostenuto e spesso promosso tutte le manovre e le manovrette negli anni del centrosinistra, che poi hanno tifato per i girotondi, che amavano Ciriaco De Mita e detestavano Massimo D’Alema, che pretendevano di scegliere il segretario del partito di sinistra e ci sono quegli altri che, chiamati “cerchiobottisti”, sono stati in realtà berlusconiani neppure occulti e che qualche pensierino su Salvini lo avevano fatto.

MITE DEVE ESSERE IL GOVERNO, NON IL PD

La natura di questa doppia opposizione rivela ringhiosità ma anche fragilità. Salvini e Meloni terranno la piazza fino a che non diverrà luogo comune rappresentarli per quelli che sono: due senza mestiere attaccati alle poltrone più di coloro che loro detestano. Nel caso di Salvini la Lega fra qualche mese metterà a bilancio che ha perso non solo ruolo di governo, non solo il commissario europeo ma centinaia di posti nei consigli di amministrazione. Non basterà il popolo del mojito a salvare l’autore di questo suicidio (si può dire?).

Abbiamo conosciuto tante destre, anche destre che ci impaurivano, ma tutte erano ispirate da valori propri, da elaborazione di storie, e soprattutto da rigore

Non si fronteggerà questa destra con la mitezza. Mite deve essere il governo. Non deve essere mite il Pd. La caratteristica dalla destra di Meloni e Salvini (ci sarebbe anche Giovanni Toti ma conta una mazza) è di essere bugiarda. Abbiamo conosciuto tante destre, anche destre che ci impaurivano, ma tutte erano ispirate da valori propri, da elaborazione di storie, e soprattutto da rigore. Questa destra sovranista è roba da imbroglioni. Persino una persona seria come l’ex sottosegretario Giancarlo Giorgetti ha detto alla collega Francesca Schianchi della Stampa che non vede schioccare l’amore fra Pd e M5s come se lui fosse stato mai sentimentalmente colpito dai grillini.

SALVINI E MELONI SONI ESPONENTI DI UN SOVRANISMO BUGIARDO

Dire bugie è un tratto distintivo della prevalenza dei social. Una bugia detta e ripetuta diventa una verità non smontabile. Il Pd mi pare un partito sguarnito davanti a questa macchina da guerra violenta. Deve diventare partito di popolo ma deve avere strumenti tecnici e persone che siano in grado di condure questa guerra sui media “volatili”. I voti non li spostano i talk mattutini o serali ma la quantità di notizie vere o false che vengono diffuse dai social. Far diventare Salvini un personaggio ridicolo e pericoloso e Meloni una carrierista senza qualità devono diventare obiettivi di vita o di morte. Gli oppositori radical chic non vanno combattuti. È questione di mode.

Matteo Salvini e Giorgia Meloni alla manifestazione della destra contro il governo in Piazza Montecitorio.

Se Conte terrà cazzimma alla fine leggeremo su Repubblica e su Huffington Post editoriali di encomio imbarazzanti. Quel mondo mediatico va incontro all’idea che si è fatta dei propri lettori e di ciò che vogliono, e tengono in gran conto la moda dei salotti. Se pensano che Conte sia uno che non tiene la barra, scopriranno in lui tutti i difetti di questo mondo oltre quelli già noti. Se Conte ce la farà, invece, Massimo Giannini e Lucia Annunziata, con annessi i Alessandro De Angelis, saranno pieni di elogi. Loro sono fatti così. Idealisti.

Sono convinto che l’invito costante alla guerra civile renderà sempre più aggressiva e isolata la destra

Nel profondo della società, che è l’unico aspetto a cui convine guardare, sicuramente l’esperimento Conte non desta entusiasmi ma sono convinto che l’invito costante alla guerra civile renderà sempre più aggressiva e isolata la destra. Se il governo farà solo un decimo di quello che Conte ha promesso, se lo farà subito e bene e se riuscirà a mettere a freno la lingua dei suoi ministri e sottosegretari, quei circoli clandestini che oggi pregano per il successo dell’avvocato pugliese potranno mostrarsi senza paura perché saranno alla coda dei nuovi laudatores.

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