Spagna, perché il governo di Rajoy è in crisi e rischia di cadere

Spagna, perché il governo di Rajoy è in crisi e rischia di cadere

25 Maggio 2018 12.30
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Si fa sempre più complicato arrivare al termine della legislatura, nel 2020, per il premier spagnolo Mariano Rajoy, dopo che il Partido Popular che presiede è diventato il primo partito in Spagna ufficialmente condannato per corruzione con una sentenza del 24 maggio. L'Audiencia nacional di Madrid, nella sentenza di primo grado sullo 'scandalo Gurtel', tangenti milionarie e favori in cambio di commesse pubbliche a Valencia e Madrid dal 1999 al 2005, ha condannato il Pp a pagare 245mila euro, l'ex tesoriere Luis Barcenas a 33 anni di carcere e 40 milioni di multa, e a 51 anni il cervello della 'trama' Francisco Correa per avere costruito un «efficace sistema di corruzione istituzionale».

INIZIATA LA DISCUSSIONE PER LA SFIDUCIA. Il primo giugno il Congresso dei deputati di Madrid ha avviato la seconda parte del dibattito sulla sfiducia al premier Mariano Rajoy che dovrebbe portare verso mezzogiorno alla caduta del veterano leader popolare e alla sua sostituzione con il leader socialista Pedro Sanchez. Per la sfiducia dovrebbero votare 180 dei 350 deputati spagnoli. Il dibattito è ripreso con l'intervento della capogruppo socialista Margarita Robles. Rajoy non è presente in aula.

ANCHE CIUDADANOS TOGLIE IL SUO APPOGGIO. A spingere per la mozione di sfiducia sono stati soprattutto i socialisti appoggiati anche dal leader di Podmeos Pablo Iglesias. Ma il colpo più duro è arrivato dagli alleati di Ciudadanos. Il segretario José Manuel Villegas ha chiesto che il capo del governo convochi «nelle prossime settimane elezioni anticipate» confermando che «la legislatura è finita».

SANCHEZ: «MIO GOVERNO COME ZAPATERO». Il nuovo governo spagnolo che formerà il leader socialista Pedro Sanchez seguirà «il modello di quello di José Luis Zapatero»: lo ha affermato aprendo l'ultima parte del dibattito sulla mozione di sfiducia al premier conservatore Mariano Rajoy la capogruppo socialista Margarita Robles. Robles ha denunciato l'assenza in aula di Rajoy, che ha accusato di «mancare di rispetto» al parlamento.

RAJOY: «UNA MOZIONE CONTRO LA SPAGNA». Rabbiosa la reazione di Rajoy che ha contrattaccato dopo la presentazione della mozione affermando che è «cattiva per la Spagna e va contro la stabilità del paese» e serve solo gli interessi del leader socialista Pedro Sanchez. Rajoy ha risposto alla richiesta di elezioni anticipate di Ciudadanos affermando che è sua esclusiva prerogativa sciogliere le camere. In una conferenza stampa improvvisata al termine della riunione settimanale del governo, Rajoy, con tono irritato, ha attaccato il leader dell'opposizione che ha accusato di «volere essere presidente del governo a qualunque costo, con l'appoggio di chiunque, compresi i partiti separatisti». Il premier ha chiarito di non intendere farsi da parte e di puntare ad arrivare al termine della legislatura nel 2020. «per quanto dipende da me, tutte le legislature durano quattro anni» ha affermato.

NESSUNA POSSIBILITA' DI DIMISSIONI. A 24 ore dalla possibile sfiducia Rajoy, che probabilmente sarà sfiduciato dal Congresso dei deputati e sostituito dal socialista Pedro Sanchez, ha fatto sapere che non intende dimettersi. A riferirlo l'Efe citando fonti della presidenza del governo. Alcuni analisti hanno ipotizzato che Rajoy possa dimettersi prima del voto per impedire la nomina automatica di Sanchez. La sfiducia dovrebbe ottenere i 176 voti su 350, necessari per fare cadere il premier, dato che il partito nazionalista basco Pn, considerato l'ago della bilancia, ha annunciato che i suoi cinque deputati voteranno a favore.

Lo scandalo Gurtel: minata l'immagine di Rajoy

Lo stesso Rajoy però è uscito politicamente colpito non solo come leader dei popolari ma anche personalmente: i giudici del processo Gurtel hanno messo «in questione la credibilità» della sua testimonianza in aula, quando ha negato l'esistenza di una 'cassa B' del partito, invece dimostrata secondo la corte. Il verdetto, contro il quale il Pp farà ricorso, ha scatenato una tempesta politica. Pablo Iglesias ha subito attaccato denunciando che «nessuna democrazia può sopportare un partito delinquente al governo». La presidente socialista dell'Andalusia Susana Diaz ha definito la sentenza «bestiale e brutale per la Spagna».

RIVERA PRONTO AD APPROFITTARNE. Il terremoto istituzionale rappresenta un occasione in particolare per Albert Rivera di Ciudadanos. A Rivera può convenire far cadere Rajoy per provocare elezioni anticipate prima della scadenza naturale del 2020. Nei sondaggi è balzato dal quarto al primo posto grazie alla crisi catalana cavalcando il ritorno del nazionalismo spagnolo e ora punta a prendere il posto di Rajoy. Il momento resta critico per Rajoy. Il 24 maggio è emerso un nuovo scandalo di corruzione, con l'arresto dell'ex ministro di José Maria Aznar ed ex presidente valenciano Edoardo Zaplana, accusato per tangenti da 10 milioni.

Il peso sulla questione catalana: nuove retate a Barcellona

Lo scandalo mentre è riesploso il conflitto catalano, con il nuovo President Quim Torra pronto a rilanciare la corsa verso la 'repubblica' e lo scontro con Madrid. A Barcellona è scattato un nuovo blitz della polizia spagnola contro il 'proces'. Oltre 500 agenti hanno perquisito amministrazioni e enti pubblici nel quadro di un'inchiesta per presunti dirottamenti di fondi per 2 milioni, anche Ue, alla cooperazione. Per la stampa di Madrid, informata prima dell'inizio del blitz, potrebbero essere andati a entità separatiste. Sono state fermate 29 persone, fra cui Salvador Esteve, ex presidente della provincia di Barcellona nel 2011-2015. Per l'indipendentista Carles Campuzano, «cercano prove che non esistono e violentano la legalità vigente per inventare reati che non ci sono».

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