La Spagna pensa al veto sulla Brexit a causa di Gibilterra

La Spagna pensa al veto sulla Brexit a causa di Gibilterra

20 Novembre 2018 20.08
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Non bastavano i guai interni di Theresa May e il fragile dialogo con Bruxelles, la Brexit si trova ora davanti a un ostacolo nuovo. Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha minacciato infatti il veto sull'intesa raggiunta senza la rassicurazione esplicita che la trattativa su Gibilterra, territorio autonomo britannico storicamente rivendicato da Madrid, faccia parte di un negoziato distinto rispetto a quello delle relazioni future tra Ue e Regno Unito.

BORRELL: «NIENTE OK SENZA I CONTENUTI DELLA DICHIARAZIONE»

«Fino a quando non sapremo cosa dice la dichiarazione politica sulla relazione futura, non possiamo dare il nostro ok al pacchetto, incluso l'accordo sul ritiro, perché le due cose vanno assieme. Theresa May ha detto che per lei è così. Bene. Lo è anche per noi», è tornato a puntare i piedi il ministro degli Esteri spagnolo Josep Borrell, dopo che il 19 novembre aveva sollevato la questione della Rocca al termine della riunione Affari generali sulla Brexit, proprio mentre il capo negoziatore della Ue Michel Barnier, in conferenza stampa, annunciava che tutti i 27 Stati membri avevano dato luce verde al testo di accordo sul divorzio.

FONTI UE: LA SPAGNA SI È IRRIGIDITA

«La Spagna è rigida sul punto e sta creando ripercussioni», hanno spiegato fonti diplomatiche europee. Ma la diplomazia è al lavoro per trovare una soluzione e per chiudere il testo sulla dichiarazione politica congiunta Ue-Gb che sarà sul tavolo del presidente della Commissione europea e della premier britannica Theresa May durante l'incontro di del 21 a Bruxelles. Non è un caso, tra l'altro, che i 27 ambasciatori dell'Ue il giorno prima siano stati convocati per una riunione straordinaria. Lo scopo, hanno spiegato le stesse fonti, è di aggiornarli sullo stato dell'arte e renderli il più possibile partecipi del processo.

BARBIER A COLLOQUIO COI COMMISSARI EUROPEI

Il capo negoziatore Michel Barnier sarà anche al collegio dei commissari europei per informare sulle ultime evoluzioni, mentre la riunione degli sherpa per preparare il vertice europeo del 25 è stata spostata al 23, visto che è stato previsto almeno un giorno per l'analisi del testo a cui si sta ancora lavorando. Downing Street, intanto, ha voluto mettere i puntini sulle 'i': l'incontro a Bruxelles fra May e Juncker «è parte dei negoziati in corso», hanno avvertito, sottolineando che non si tratterà di una «stretta di mano anticipata».

LE TENSIONI INTERNE LA GOVERNO BRITANNICO

E per quanto riguarda l'intesa di divorzio, la premier britannica, sotto pressione in casa da parte dei falchi Tory e degli alleati della destra unionista nordirlandese del Dup – intende approfondire possibili "soluzioni alternative" per garantire il mantenimento di un confine aperto fra Irlanda e Irlanda del Nord senza mettere al contempo in dubbio i legami tra Belfast e Londra. «Soluzioni alternative» già citate come una possibilità nel testo concordato sul divorzio, ha puntualizzato il portavoce, e che contemplano l'uso di apparati "tecnologici" alla frontiera.

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