Spagna, pronta riforma finanziaria per le banche

Redazione
23/08/2012

Il governo spagnolo prepara cambiamenti significativi nella regolazione del sistema finanziario. In arrivo un un nuovo decreto il 24 agosto all’esame...

Spagna, pronta riforma finanziaria per le banche

Il governo spagnolo prepara cambiamenti significativi nella regolazione del sistema finanziario.
In arrivo un un nuovo decreto il 24 agosto all’esame del Consiglio dei ministri, che dovrebbe affidare al Fondo di ristrutturazione bancaria nuove competenze e prevedere la liquidazione delle banche dai bilanci insanabili.
Lo stesso giorno è attesa a Madrid un incontro tecnico con la Troika.
INTERVENTO TEMPESTIVO. La bozza del decreto di Ristrutturazione e Risoluzione ordinata degli enti di credito,anticipata il 23 agosto dal giornale El Pais, prevede «l’intervento tempestivo» della Banca di Spagna in enti finanziari che «presentino elementi obiettivi per i quali risulti ragionevolmente prevedibile che non riusciranno a compiere i requisiti di solvenza o liquidità».
100 MLD PER IL SALVATAGGIO. Secondo la nuova regolazione, che risponde ai requisiti richiesti nel Memorandum di intesa firmato a luglio dal governo spagnolo per gli aiuti europei fino a 100 miliardi al salvataggio delle banche, l’intervento tempestivo è il primo di tre livelli stabiliti dal decreto sull’erogazione di aiuti pubblici. 
Riguarderebbe quegli enti finanziari «che non possono compiere i requisiti di solvibilità e liquidità, ma sono in condizioni di poterli riassumere con i propri mezzi», ha scritto il quotidiano ABC
NON OLTRE TRE MESI. Tali banche devono informare la Banca di Spagna e presentare piani di azione «che non potranno superare i tre mesi» e includere obiettivi specifici di efficienza, redditività, accantonamento, solvibilità, razionalizzazione delle amministrazioni. 

Obbligati a restituire gli aiuti entro due anni

Da parte sua, la banca centrale potrà imporre cambiamenti alla giunta o all’assemblea degli azionisti e disporre «la cessazione e la sostituzione degli organi amministrativi».
Tali enti devono rispettare il termine di due anni per la restituzione degli aiuti.
Se in questo tempo il risanamento dei bilanci non sarà completato, si passerà al secondo livello di intervento, che prevede la ristrutturazione della banca.
PERDITE AGLI AZIONISTI. In questo caso saranno gli azionisti e i possessori di quote societarie i primi a sopportare le perdite, seguiti dai creditori subordinati.
Secondo il decreto, il Frob non dovrà assumere perdite dei propri investimenti, per non alimentare il deficit pubblico.
Alla banca da risanare in questo caso verrà imposto il ricorso «all’aiuto finanziario» e la trasmissione di attivi tossici o inesigibili a «una società di gestione di attivi», vale a dire a una ‘bad bank’.
PREVISTA LA RICAPITALIZZAZIONE. L’aiuto finanziario del Frob si stabilisce con la concessione di «garanzie, la concessione di prestati o crediti, l’acquisto di attivi o passivi e la ricapitalizzazione» mediante l’acquisto diretto di azioni o attraverso strumenti convertibili.
Da parte sua l’ente finanziario dovrà impegnarsi a restituire gli aiuti in un termine non superiore ai 5 anni, prorogabile di due come conseguenza dell’evoluzione della situazione economico finanziaria.
TERZO LIVELLO, BANCA DI SPAGNA. Se in questi termini i bilanci risultano insanabili, si passerà al terzo livello di ristrutturazione ordinata, in cui la Banca di Spagna potrà destituire gli organi di amministrazione, che sarà assunta dal Frob.
Quest’ultimo dovrà redigere un piano di risoluzione, con la possibilità di vendere la totalità o una parte delle azioni; di vendere attivi e passivi della banca a terzi, o trasmettere a una banca ponte gli attivi sanati per la successiva vendita, o infine cederli a un ente di gestione di attivi tossici o ‘bad bank’.