Spatuzza: «Berlusconi e Dell’Utri interlocutori»

Redazione
03/02/2011

«Giuseppe Graviano mi disse: ‘Berlusconi e Dell’Utri sono gli interlocutori, attraverso queste persone ci siamo messi il Paese nelle mani»,...

Spatuzza: «Berlusconi e Dell’Utri interlocutori»

«Giuseppe Graviano mi disse: ‘Berlusconi e Dell’Utri sono gli interlocutori, attraverso queste persone ci siamo messi il Paese nelle mani», lo ha dichiarato il pentito Gaspare Spatuzza, deponendo al processo di Firenze sulle stragi del ’93, riferendosi a un incontro da lui avuto con il boss Giuseppe Graviano a Roma, dopo gli attentati.
Durante il quale, ha proseguito Spatuzza Graviano «menziona», aggiungendo «abbiamo ottenuto tutto».
LE PAROLE DEL PENTITO. «Ci incontriamo, lui era gioioso, mi disse che avevamo ottenuto tutto grazie alla serietà di queste persone che non erano come quei quattro socialisti che ci avevano venduto nel 1988. Lui menziona nello specifico la persona di Berlusconi. Io gli dissi se era la persona di Canale 5 e lui me lo confermò e mi disse che c’era anche un suo compaesano, Marcello Dell’Utri», ha dichiarato testualmente Spatuzza. Appena aperta l’udienza nel processo per le stragi del ’93 a Firenze, il pentito Gaspare Spatuzza è entrato nell’aula bunker e ha esordito davanti ai pm Alessandro Crini e Giuseppe Nicolosi: «Anzitutto buongiorno e che sia un buon giorno per tutti» Spatuzza ha detto: «Nel maggio del 1993 sono arrivato in questa città da terrorista, il nostro obiettivo era di colpirla al cuore e ci siamo riusciti. Oggi, 18 anni dopo, vengo qui come collaboratore di giustizia, come uomo e come pentito e intendo chiedere perdono a questa città che ho sfregiato…» Spatuzza ha aggiunto che si tratta di «Un perdono che può non essere accettato, può essere strumentalizzato, ma dovevo farlo».
Spatuzza è arrivato nell’aula bunker di Firenze, dove si svolge il processo a Francesco Tagliavia per la strage di via dei Georgofili e gli attentati che insanguinarono l’estate del 1993, scortato da 7 agenti coperti da ‘mefistò per motivi di sicurezza. Lui stesso è stato fatto accomodare su una sedia circondata da paraventi. Si vedono solo i piedi. Numerose le telecamere presenti in aula, autorizzate a fare le riprese pur con queste cautele per la sicurezza del testimone.