Spedizione punitiva

Redazione
14/10/2010

L’hanno preso a calci, a pugni, l’hanno picchiato più volte con il casco. E dopo averlo lasciato a terra sanguinante,...

L’hanno preso a calci, a pugni, l’hanno picchiato più volte con il casco. E dopo averlo lasciato a terra sanguinante, hanno derubato i clienti del ristorante e minacciato la proprietaria perché mentisse alla polizia. L’ennesimo episodio di squadrismo camorrista si è consumato la mattina del 26 settembre, in un piccolo ristorante di Cercola, in provincia di Napoli, uno di quelli frequentati da famiglie e bambini in gita della domenica.
Sei persone hanno pestato a sangue un uomo seduto al tavolo del ristorante con i suoi figli, reo di aver avuto una discussione con il padre di un altro bambino per l’uso delle giostre. Peccato però che quell’ “altro padre” fosse Salvatore Romano, «Tore ‘a carogna», boss della zona, che voleva la giostrina tutta per suo figlio.
L’affronto al “capo” doveva essere punito. E il raid è scattato immediatamente, con i clienti del locale che non hanno potuto far altro che assistere immobili e sbigottiti al pestaggio.
La mattina del 14 ottobre i carabinieri di Torre del Greco hanno arrestato Salvatore Romano, 36 anni, Vincenzo Persico, 30 anni, e Antonio Andreoni, 48 anni, pregiudicati, tutti appartenenti al clan camorristico dei Sarno di Ponticelli. Altre due persone – sono cinque in tutto i responsabili del pestaggio secondo la procura di Napoli che indaga sulla vicenda – sono risultati irreperibili. Gli aggressori sono stati individuati grazie alle immagini registrate dalle telecamere a circuito chiuso del locale. L’accusa per i tre è di lesioni personali, porto e detenzione illegale di armi da fuoco, minacce per costringere a commettere un reato e rapina.
L’aggressione è avvenuta davanti a donne e bambini terrorizzati. «Metodi e comportamenti di inusitata, atavica ferocia», scrive il gip nell’ordinanza di custodia, «Scene già viste, protagonisti non nuovi a simili bravate, la solita, annichilita impotenza degli astanti e, al di sopra di ogni cosa, il panico che si comunica in una progressione inarrestabile, il fuggi-fuggi generale di chi, un attimo prima, si godeva la torpida, piacevole sensazione del fine pranzo».