Spia russa, Trump pronto all’espulsione dei diplomatici di Mosca

Redazione
24/03/2018

E ora anche Donald Trump è pronto al cartellino rosso. Nonostante il summit concordato con Vladimir Putin, il presidente degli...

Spia russa, Trump pronto all’espulsione dei diplomatici di Mosca

E ora anche Donald Trump è pronto al cartellino rosso. Nonostante il summit concordato con Vladimir Putin, il presidente degli Stati Uniti così come i leader di altri Stati europei ha intenzione di espellere diplomatici di Mosca come reazione all'avvelenamento con gas nervino dell'ex spia doppiogiochista russa Serghei Skripal e della figlia Yulia a Salisbury. Lo ha riferito Bloomberg, secondo cui la decisione potrebbe non essere definitiva.

ANNUNCIO ATTESO LUNEDÌ. Il tycoon concorderebbe con le raccomandazioni dei suoi consiglieri e le espulsioni potrebbero essere annunciate lunedì 26 marzo 2018, quando sono attese le mosse di altri Paesi Ue, ma Trump vuole essere sicuro che anche gli alleati europei prendano misure analoghe. La Casa Bianca non esclude nulla, ma per ora nega annunci.

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Per inciso, Litvinenko era stato vicino a Berezovskij. Fuggito da Mosca da disertore dopo aver denunciato un piano per uccidere il magnate, nel 2002 l’ex agente dell’Fsb aveva pubblicato un libro finanziato proprio da Berezovskij, che con Litvinenko addebitava a Putin e ai suoi servizi segreti l’omicidio della giornalista Anna Politkovskaja, nel 2006,e la serie di bombe esplose nel 1999 in palazzine residenziali di Mosca e altre città (quasi 300 vittime), rasi al suolo in attentati anomali rispetto ai successivi dei terroristi islamisti ceceni.

Le raccomandazioni per la risposta Usa sono state discusse dai consiglieri di Trump mercoledì 21 marzo e sono arrivate allo Studio Ovale venerdì 23, quando Trump ne avrebbe parlato con l'ambasciatore Usa in Russia Jon Huntsman, il segretario al tesoro Steven Mnuchin, quello al commercio Wilbur Ross, l'attorney general Jeff Sessions, il capo del Pentagono James Mattis, il direttore della National Intelligence Dan Coats, e il consigliere per la sicurezza nazionale uscente H.R. McMaster. Tutti, pare, concordi nel restare allineati agli alleati europei, dopo che Washington aveva già condiviso con Londra, Parigi e Berlino un duro comunicato comune contro Mosca.

«NON C'È ALTRA SPIEGAZIONE». E i leader dei 28 Paesi Ue hanno concordato con Theresa May che la Russia è «molto probabilmente» dietro l'attacco di Salisbury e che «non c'è altra spiegazione possibile», decidendo di richiamare per consultazioni l'ambasciatore dell'Unione europea a Mosca. Le prime misure «sono attese lunedì a livello nazionale», ha rivelato il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk.

THE DONALD CERCA IL DIALOGO. Trump non poteva restare inattivo, anche se sta cercando a tutti i costi un dialogo con Putin. Intanto Vladimir Timoshkov ha rivelato che Skripal, di cui fu compagno di scuola, aveva scritto una lettera a Putin chiedendo di essere perdonato e di poter tornare in patria. Non si considerava un traditore perché aveva giurato fedeltà all'Urss e non alla Russia, ha spiegato. Ma il Cremlino nega.

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