Sports Illustrated, licenziato il Ceo dopo lo scandalo sull’uso dell’IA

Redazione
12/12/2023

Arena Group, editore della rivista, ha sollevato dall’incarico Ross Levinsohn per «migliorare l’efficienza operativa e i ricavi». È probabile però che sia colpa degli articoli scritti dall’intelligenza artificiale ma spacciati per veri. Prima di lui era già toccato ad altri tre dirigenti.

Sports Illustrated, licenziato il Ceo dopo lo scandalo sull’uso dell’IA

Licenziato il Ceo di Sports Illustrated, popolare rivista americana che esce a cadenza settimanale e si occupa di argomenti sportivi. Arena Group, editore del magazine, ha infatti sollevato dall’incarico l’amministratore delegato Ross Levinsohn, nominando ad interim Manoj Bhargava, proprietario di una quota di maggioranza nella società. Ufficialmente, la decisione intende «migliorare l’efficienza operativa e i ricavi» ma, secondo la Cnn e il Guardian, è probabile che la ragione sia differente. L’annuncio arriva infatti ad appena due settimane dallo scandalo che ha colpito la rivista per la pubblicazione di articoli scritti dall’intelligenza artificiale ma spacciati per veri, con tanto di profili e foto degli autori sul sito ufficiale. Il licenziamento di Levinsohn segue inoltre quello di altri tre dirigenti, tra cui il direttore operativo Andrew Kraft.

Arena Group, editore di Sports Illustrated, ha licenziato il Ceo Ross Levinsohn dopo le polemiche per gli articoli scritti dall'IA.
Una delle uscite di Sports Illustrated (Getty Images).

Sports Illustrated ha pubblicato articoli generati dall’IA: la scoperta negli Usa

Il caso è stato sollevato dalla rivista Futurism, testata online statunitense che si occupa di temi legati allo sviluppo tecnologico e all’impatto sulla quotidianità. A fine novembre aveva scoperto, tramite alcune fonti anonime, che due autori di Sports Illustrated non esistevano. Drew Ortiz e Sora Tanaka, di cui erano però presenti persino foto e biografie sul sito ufficiale, erano in realtà frutto dell’intelligenza artificiale, alla pari dei loro articoli. «Sora è una guru del fitness e ama provare cibi e bevande sempre diverse», si leggeva sul suo profilo. «È entusiasta di portare la sua esperienza ai lettori e promette di offrire loro solo il meglio». Discorso simile anche per Ortiz, il cui volto è rintracciabile su alcuni software IA disponibili a pagamento. Subito dopo lo scandalo, Sports Illustrated e Arena Group avevano cancellato profili e articoli, scaricando anche la colpa su una società esterna.

Arena Group, editore di Sports Illustrated, ha licenziato il Ceo Ross Levinsohn dopo le polemiche per gli articoli scritti dall'IA.
Il profilo di Drew Ortiz, generato dall’IA (X).

«Gli articoli in questione erano recensioni di prodotti e contenuti concessi in licenza da AdVon Commerce», aveva spiegato ufficialmente Arena Group. «I loro pezzi compaiono non solo su Sports Illustrated, ma anche su altri siti web gestiti da Arena. Eravamo nel corso di una revisione quando sono state sollevate le accuse». L’editore della rivista americana aveva anche precisato come AdVon avesse garantito di utilizzare software antiplagio e anti-IA su tutti i contenuti, nascondendo di aver richiesto ad alcuni autori di usare pseudonimi per proteggere la loro privacy. «Per questo, abbiamo rimossi i loro contenuti e concluso la partnership». Al di là delle giustificazioni di Sports Illustrated, l’archivio digitale Wayback Machine ha evidenziato come gli articoli rasentassero il ridicolo. Un breve pezzo sulla pallavolo sosteneva infatti come fosse «difficile avvicinarsi al volley, soprattutto senza una vera palla con cui esercitarsi».