Con gli americani di Kkr Springer studia altri acquisti nel web

Grazie alla maxi Opa per il controllo del primo gruppo dell'editoria in Europa, il fondo americano e la famiglia di Amburgo sono pronti ad allargare la piattaforma dei siti online.

15 Giugno 2019 08.55
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La notizia del fondo americano di private equity Kkr pronto a rilevare Axel Springer, la più grande casa editrice tedesca – ed europea – ha fatto risalire di colpo le quotazioni del colosso in questione: un bel +13% a 63 euro ad azione (dai circa 55) già all’apertura della Borsa di Francoforte lo scorso 12 giugno. L’offerta era attesa dalla fine di maggio ed è considerata un’Opa buona: meditata e infine concordata con Kkr dalla vedova del fondatore, Friede Springer, che con il 42,6% è la maggiore azionista del gruppo, e dal ceo Mathias Döpfner. A capo della Axel Springer dal 2002, Döpfner è il primo consigliere degli Springer, così fidato da esserne diventato anche il dirimpettaio con la sua villa a Potsdam, alle porte di Berlino. Dagli Anni 80 la signora Springer, e poi i nipoti Axel Sven e Ariane Melanie, hanno preso le redini della grande casa editrice di Amburgo: certo non hanno fatto a cuor leggero un passo per gli analisti internazionali diventato necessario per Springer ma apripista di possibili altre acquisizioni di Kkr, proprio attraverso la piattaforma Springer, di altri gruppi di media e del web in Europa.

L’ESPANSIONE NEI NEW MEDIA

Negli ultimi anni la Axel Springer, editrice in Germania della Welt, dell’Handelsblatt e del tabloid più letto d’Europa die Bild, ha acquistato per più di 300 milioni di euro il sito americano di informazione finanziaria Business Insider e stretto una partnership con la testata statunitense Politico per il varo dell’edizione europea. Il colosso dell’editoria di Amburgo ha tentato senza successo di comprare il quotidiano britannico Financial Times e ha investito massicciamente in un piano di riconversione e di ampliamento del comparto multimediale (oltre 6 miliardi di euro per più di 80 testate digitali di new media e annunci), con l’ambizione di spiccare tra i leader mondiali dei media online. Ma gli investimenti significativi e l’allargamento non hanno generato un ritorno a breve termine. Anzi pesano sul bilancio al punto da aver spinto Döpfner a lanciare un allarme sui profitti (profit warning) per il 2019 e per il 2020. Negli ultimi mesi il valore delle quotazioni del gruppo era sceso da 65 a 45 euro ad azione. «Senza l’offerta di Kkr, le azioni di Springer sarebbero continuare a calare», spiega a Lettera43.it l’analista finanziaria Sarah Simon della Berenberg Bank, l’antica banca tedesca di base ad Amburgo, proprio come gli Springer.

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La vedova Friede Springer, titolare del 42,6% della casa editrice fondata dal marito Axel Springer.

KKR RIAPRE LO SHOPPING

Dall’ufficio di Londra, Simon ricorda come il gigante dell’editoria sia sotto una «pressione ciclica, come dimostra il profit warning emesso, che noi crediamo in realtà strutturale». È così verosimile che «nel breve e nel medio periodo i profitti di Springer continuino a declinare». Ma l’ingresso di Kkr, che ha messo sul piatto il prezzo meritevole di 63 euro ad azione più un premio del 13% sull’ultima chiusura dei listini e del 40% sui valori un mese fa, tampona intanto le speculazioni dei mercati e «distoglie la società dalla preoccupazione di centrare gli obiettivi di profitto attesi a breve termine dagli investitori istituzionali». L’analista di Berenberg attenta a Wall Street e alle principali piazze di scambio è anche convinta che, potendo «riprendere a guardare a investimenti di lungo termine», la piattaforma Springer consolidata dai capitali di Kkr «potrà essere interessata ad acquistare altre società di annunci online, in Germania come nel resto d’Europa». Nel target potrebbero rientrare siti web molto cliccati di inserzioni nell’immobiliare, anche in Italia.

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La Cancelliera Angela Merkel con Friede Springer.

DIGITALE E RISTRUTTURAZIONI

Molto attrattiva, sia per Springer sia per i fondi americani, è la società tedesca leader nella compravendita online di veicoli nuovi e usati Scout24, che opera anche nell’immobiliare e in altri campi, per quanto «sorgerebbero problemi di antitrust legati al mercato del real estate», fa notare Simon. L’Opa buona non sarà, in ogni caso, un passeggiata: con l’entrata in un conglomerato che Kkr valuta del valore di oltre 6,5 miliardi di euro, è più che prevedibile l’attesa di un «deciso ritorno economico, una sfida per il management con l’attuale portafoglio aziendale». Perché l’operazione vada a buon fine Kkr deve rilevare almeno il 20% della società, ma il fondo di New York punta a ottenerne il controllo spingendo i piccoli azionisti a cedere quote incassando premi. Insieme, la 76enne Friede Springer e Döpfner continueranno a detenere il 45,4% (non è ancora chiaro se i nipoti Sven e Ariane ridurranno o venderanno il loro 9,8%). L’obiettivo dichiarato dell’accordo, valido intanto per 5 anni, è investire nel giornalismo digitale e nei siti online. Ma al prezzo di ristrutturazioni tra gli oltre 16.300 lavoratori e collaboratori del gruppo.

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Commenti: 1

  1. Entusiasmante! Questi fondi sono stati pioneristici e sono noti per l’estrema aggressività e capillarità e per anni si sono occupati dei settori hard dell’economia, chimica elettronica petrolio ecc. Ora virano sul soft…
    sarà che il soft starà diventando hard? lo scopriremo

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