Cosa sappiamo delle indagini sugli attentati in Sri Lanka

Nuova esplosione vicino a una chiesa di Colombo. Il bilancio del morti sale a 290. Il premier chiede un'indagine sulle carenze dei servizi di intelligence nei giorni precedenti alla strage.

22 Aprile 2019 07.57
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Si è aggravato drasticamente, salendo ad almeno 290 morti il bilancio degli attentati esplosivi della mattina di Pasqua contro chiese e hotel di lusso che ha messo in ginocchio lo Sri Lanka. Le nove esplosioni sono le violenze più letali nel Paese dalla fine della ventennale guerra civile nel 2009. Il portavoce della polizia ha parlato di almeno 500 feriti. Le autorità hanno annunciato un nuovo coprifuoco dalle 20.00 locali (le 16.30 in Italia) fino alle 4.00 del 23 aprile. Fonti del ministero degli Esteri hanno fatto sapere che «finora non risultano vittime italiane ma prosegue il lavoro dell'Unità di Crisi della Farnesina e dell'ambasciata d'Italia a Colombo per le opportune verifiche».

NUOVA ESPLOSIONE VICINO A UNA CHIESA A COLOMBO

E poco dopo la decisione del presidente dello Sri Lanka Maithripala Sirisena di dichiarare lo stato d'emergenza nazionale a partire dalla mezzanotte di lunedì, la paura è riesplosa nel Paese: intorno alle 13 italiane di lunedì si è verificata una nuova esplosione in un furgone vicino a una chiesa della capitale Colombo, mentre gli artificieri stavano disinnescando l'ordigno. Il giornalista di Repubblica Raimondo Bultrini è stato lievemente ferito da una scheggia dopo l'esplosione del nuovo ordigno, ma non ci sarebbero altri feriti. La polizia dello Sri Lanka ha anche trovato 87 detonatori vicino la principale stazione di autobus di Colombo, ha riferito un portavoce delle forze dell'ordine secondo quanto riportato dal Guardian.

SETTE ATTENTATORI E 24 ARRESTI

La mattina del 22 aprile è salito a 24 il numero delle persone sospette arrestate nell'ambito delle indagini sugli attentati: lo ha riportato la Bbc online, citando la polizia. Un funzionario del governo che si occupa delle indagini forensi degli attacchi ha fatto sapere che gli attentatori kamikaze erano sette. Il funzionario, Ariyananda Welianga, ha aggiunto che gran parte degli otto attentati sono stati realizzati da una persona ciascuno, mentre in almeno un attacco – quello all'hotel Shangri-La di Colombo – gli attentatori erano due. Un portavoce dell'esercito cingalese ha affermato che un ordigno esplosivo è stato trovato e disinnescato nella tarda serata del 21 aprile su una strada di accesso all'aeroporto internazionale vicino la capitale Colombo. Il capitano dell'aeronautica Gihan Seneviratne ha detto che le autorità hanno trovato un tubo riempito con 50 chilogrammi di esplosivo ad Andiambalama, vicino allo scalo.

«GRUPPO LOCALE AIUTATO DA RETE INTERNAZIONALE»

Il governo del Paese ha annunciato che dietro agli attentati c'è un gruppo jihadista locale, precisando che si tratta del National Thowheed Jamath. E che avrebbe agito con l'aiuto di una rete internazionale. Lo sostiene il sottosegretario al governo Rajitha Senaratne: «Non crediamo che gli attacchi possano essere stati portati avanti solo da un gruppo di questo Paese. C'è una rete internazionale senza la quale questi attacchi non sarebbero riusciti», ha detto il sottogretario secondo quanto riportato dal Guardian.

LE CARENZE DELL'INTELLIGENCE

Il premier dello Sri Lanka ha chiesto un'indagine sulle apparenti carenze dei servizi di intelligence del Paese nei giorni precedenti alla strage. Secondo quanto ha scritto l'Independent, Ranil Wickremsinghe ha riconosciuto che il suo governo aveva ricevuto informazioni su possibili attacchi, ma sembra che i ministri non siano stati avvisati. Il premier ha sostenuto che non c'è stata una risposta adeguata a queste informazioni e che un'indagine è necessaria per scoprire come queste informazioni sono state usate. Ha poi aggiunto che il governo deve indagare sui possibili legami internazionali di un gruppo di militanti locale. Come è emerso il giorno degli attentati, il capo della polizia – Pujuth Jayasundara – aveva messo in guardia, l'11 aprile sorso, contro possibili attentati kamikaze a «chiese di rilievo» del Paese sulla base di una segnalazione di un'agenzia di intelligence straniera.

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