Per Scaroni il Milan è pronto a lasciare lo stadio di San Siro

Per Scaroni il Milan è pronto a lasciare lo stadio di San Siro

29 Marzo 2019 10.49
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Il presidente Paolo Scaroni ha sganciato la "bomba": il Milan «non esclude di andare via da San Siro». Il numero 1 del club rossonero è intervenuto durante l'evento organizzato dal quotidiano Il Foglio sul tema dello stadio. E ha ribadito che «l'esigenza di fare una cosa ben fatta è assoluta, se la disputa ideologica su San Siro portasse alla conclusione che non possiamo toccare nulla su questo impianto, noi ce ne andiamo». L'esempio da seguire, per Scaroni, è quello delle grandi squadre estere, che si sono dotate di una struttura «moderna ed efficiente». Solo così «avremo ricavi più alti, potremo comprare giocatori, andare in Champions League e magari rivincerla. Ma se non lo facciamo non ci arriveremo mai. Inter e Milan sono alleate in questo progetto. Ci frena il fatto che fare lavori in uno stadio in cui si gioca due volte a settimana è un'ipotesi che fa girare la testa. Bisognerebbe lasciare San Siro e giocare in trasferta a Parma, Verona o chissà dove. E non credo che abbiamo voglia di vedere Inter e Milan giocare lontano da Milano. È questo il dilemma». In casa Inter ha preso posizione anche Marco Tronchetti Provera, numero 1 di Pirelli. Demolire San Siro, ha detto intervenendo all'evento del Foglio, «sarebbe un delitto, è uno stadio meraviglioso e un simbolo di Milano. Se vogliono, i club possono fare due stadi di proprietà. Ma serve far sopravvivere San Siro. Io lascio a loro le decisioni, ma da sportivo mi dispiacerebbe molto».

SALA CHIEDE CHIAREZZA, MA INSISTE SULLA PROPRIETÀ COMUNALE

La questione è ben più ampia e continua ad animare il dibattito della Milano sportiva, divisa tra l'ipotesi di costruire uno stadio nuovo e quella di ristrutturare l'impianto storico. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, in una recente intervista a SkySport24 aveva chiesto chiarezza a Inter e Milan: «È il momento che le squadre facciano chiarezza per lo meno a livello comunicativo, altrimenti in questo momento sembra sia il sindaco che vuole abbattere San Siro. Proprio no, anzi: io vorrei che fosse ristrutturato. Sto invitando i club a mettersi di fronte ai mezzi di comunicazione e dire loro come la pensano. Se le squadre hanno un'idea diversa rispetto alla ristrutturazione, vengano da me a portare un progetto. Non pongo ultimatum perché non è un'operazione semplice, ma ci sono due vincoli: che si rimanga sulla funzione d'uso attuale, anzi che la si allarghi; e che la proprietà rimanga del Comune». Ma proprio la questione della proprietà rappresenta un ostacolo che finora si è dimostrato insuperabile. Per Sala «bisognerà trovare una formula perché lo stadio sia di proprietà del Comune, con una concessione a lunghissimo termine. È chiaro che noi non possiamo perderci». I club, tuttavia, chiamati a un investimento di diverse centinaia di milioni di euro, non sono disposti ad accettare soluzioni di questo tipo.

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