Staminali, 13 indagati per truffa

Redazione
19/08/2012

Somministrazione di farmaci imperfetti, pericolosi per la salute pubblica, truffa e associazione per delinquere: sono i reati ipotizzati dalla Procura...

Staminali, 13 indagati per truffa

Somministrazione di farmaci imperfetti, pericolosi per la salute
pubblica, truffa e associazione per delinquere: sono i reati
ipotizzati dalla Procura della Repubblica di Torino che ha chiuso
le indagini preliminari sulle attività della onlus Stamina
Foundation.
INCHIESTA AVVIATA NEL 2010. Nell’inchiesta,
avviata nel 2010 e coordinata dal pm Raffaele Guariniello, sono
indagate 13 persone, fra le quali alcuni medici e il presidente
della Stamina Foundation, Davide Vannoni, di 42 anni. La Procura
di Torino ha ipotizzato che le terapie collegate alla Stamina
Foundation, alle quali sono state sottoposte alcune decine di
pazienti, non siano rispondenti alle norme di tutela e garanzia
della salute pubblica. Inoltre, i pm hanno ipotizzato che ciascun
paziente abbia versato alla Stamina Foundation somme di denaro
fra i 30 mila e i 50 mila euro. Alcuni dei pazienti hanno
presentato esposti-denuncia alla magistratura.
Nell’inchiesta la Procura ha ricostruito l’attività
della Stamina Foundation, a partire dalle prime iniziative che
furono avviate a Torino, in locali in via Giolitti.
IL CASO DI BRESCIA. La Stamina Foundation è
coinvolta nella vicenda della bambina di due anni, malata di
atrofia muscolare dalla nascita, alla quale è stata bloccata la
cura sperimentale con cellule staminali alla quale era sottoposta
nell’ospedale di Brescia. Il blocco è stato disposto, lo
scorso 15 maggio, dall’Aifa (Agenzia Italiana del farmaco)
dopo un’ispezione congiunta dei Carabinieri del Nas e degli
ispettori dell’Aifa nei laboratori dell’ospedale di
Brescia. Per rimuovere il blocco deciso dall’Aifa, i genitori
della bambina hanno presentato un ricorso al Giudice del lavoro
di Venezia, che dovrebbe esaminare la vicenda martedì 21 agosto.
Dopo il blocco disposto a maggio, il Ministro della salute,
Renato Balduzzi, ha disposto un’indagine amministrativa e
un’ispezione da parte degli ispettori dello stesso Ministero
della Salute e dell’Aifa, insieme al Centro nazionale
Trapianti e ai Carabinieri del Nas. A seguito di questa nuova
ispezione è stato redatto un nuovo rapporto che è ora al vaglio
della Procura della Repubblica di Torino.