Staminali, Celeste ha ricevuto nuove cellule

Redazione
24/08/2012

di Elisa Bonomelli Agli Spedali Civili di Brescia, e in tutto il vasto mondo che guarda con speranza alle cosiddette...

Staminali, Celeste ha ricevuto nuove cellule

di

Elisa Bonomelli

Agli Spedali Civili di Brescia, e in tutto il vasto mondo che guarda con speranza alle cosiddette cure ‘compassionevoli’ a base di cellule staminali adulte, è stato il giorno di Celeste, ricoverata in giornata.
Lo ha detto anche il padre della bambina, Giampaolo Carrer: «Non vogliamo fare polemiche, siamo qui per lei».
La piccola, due anni appena e mesi di ospedalizzazione alle spalle per colpa dell’atrofia muscolare spinale, è arrivata in mattinata alla struttura bresciana accompagnata da mamma e papà. 
HA RICEVUTO LA QUARTA INFUSIONE. È merito loro se Celeste ha potuto ricevere la quarta infusione di cellule staminali adulte, anche se si tratta di una cura i cui effetti possono essere ingannevoli (leggi l’intervista di Lettera43.it a Elena Cattaneo) o, meglio, è merito del loro ricorso (accolto) al tribunale di Venezia contro il provvedimento dell’Aifa, Agenzia italiana per il farmaco, che aveva ordinato al Civile di sospendere le cure della Stamina foundation onlus per presunta irregolarità strutturale e igienico-sanitaria del laboratorio.
Si resta in attesa del 28 agosto per scoprire se la cura per Celeste può continuare, terminando così il ciclo di cinque infusioni previsto dal programma della cura ‘compassionevole’, o se deve interrompersi per la seconda volta dallo scorso maggio a questa parte.
«CELESTE STA BENE. SI RIPOSA». Intanto, però, Celeste «sta bene», come ha raccontato suo padre.
«Si riposa nella sua stanza», al terzo piano dell’ ospedale bresciano, nel reparto di oncoematologia pediatrica dove i medici la stanno tenendo sotto osservazione.
«Se non insorgeranno effetti collaterali potrà essere dimessa», ha dichiarato Raffaele Spiazzi, direttore sanitario dell’Ospedale dei bambini, «normalmente queste operazioni richiedono un paio di giorni di permanenza in ospedale».
«LA TERAPIA È SALVAVITA». Operazioni che, per il pediatra e consulente della famiglia Carrer, Marino Andolina, costituiscono una «terapia salvavita. Le cellule sono innocue, sono infuse per endovena in cinque, dieci minuti; in pochi secondi per via lombare».
Ora la parola è passata alla Giustizia. Prima al Tribunale di Venezia, poi al Tar di Brescia, che il 4 settembre deve pronunciarsi sui ricorsi presentati dagli Spedali Civili, dalla Stamina foundation onlus, dagli altri pazienti in cura per mano delle loro famiglie, capitanate dai Carrer. «Siamo sempre fiduciosi», ha detto Giampaolo Carrer. «Non abbiamo mai perso la speranza e mai la perderemo».

(Ansa)