Staminali, «garantire che le cellule siano vitali»

Redazione
23/08/2012

Il timore adesso è che le cellule staminali per Celeste non siano più vitali. A un giorno dal provvedimento del...

Staminali, «garantire che le cellule siano vitali»

Il timore adesso è che le cellule staminali per Celeste non siano più vitali.
A un giorno dal provvedimento del giudice di lavoro di Venezia che ha dato il permesso ai genitori della bambina di due anni, malata di atrofia muscolare spinale, di ricominciare la cura a base di cellule staminali prelevate dalla madre, il pediatra della piccola non ha abbassato l’attenzione.
«Come consulenti, abbiamo bisogno di essere sicuri che siano state mantenute vitali» ha spiegato il dottore Marino Andolina.
«I TEMPI SONO BREVISSIMI». Si resta comunque in attesa della sentenza definitiva del 28 agosto per la ripresa della cura, necessaria perché, come ha scritto il giudice Margherita Bortolaso, la bambina è in pericolo quotidiano di vita.
Per questo, ha continuato il medico, l’iniezione deve essere attuata «in tempi brevissimi: il direttore generale degli Spedali Civili di Brescia Cornelio Coppini ha ricevuto la sentenza del giudice e ha dato ordine di richiamare tutti dalle ferie e di eseguire la terapia immediatamente».
«SPERIAMO NELLE PRECAUZIONI». Riguardo all’integrità del materiale staminale, Andolina ha rilevato: «Pur non essendo presenti, abbiamo notizia da ispettori dell’Aifa, l’agenzia italiana dei farmaci, che le cellule sono state tolte più volte dall’azoto liquido e questo, se non è stato fatto con le dovute precauzioni, molto rapidamente, potrebbe averle danneggiate».
«Se fossero state danneggiate», ha aggiunto, «sarebbe una tragedia: il rischio è modestissimo, ma noi vogliamo avere la certezza di iniettare cellule vitali e con garanzia di sterilità alla bambina».