Francesco Starace silura il capo di Endesa

21 Febbraio 2019 08.05
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Si avvicinano nuvole spagnole sul cielo italiano. La decisione di Francesco Starace di non confermare il potente don Borja Prado alla presidenza di Endesa ha già acceso malumori negli ambienti governativi di Madrid tanto della maggioranza quanto dell’opposizione. La stampa spagnola ha già scritto di un lunga negoziazione interna, e di una rottura tra i due «a causa di una serie di incomprensioni» i cui riflessi si troverà a gestire l’ambasciatore italiano Stefano Sannino. Endesa in Spagna è come Enel in Italia. Società ritenuta strategica e sotto osservazione del governo, che come da noi decide concessioni e tariffe, monitora gli investimenti e definisce le regole del gioco sulle emissioni ambientali. In poche parole, determina il conto economico delle società energetiche. Che i rapporti fossero tesi non è una novità. Prado, 64 anni, è un importante esponente della nomenklatura spagnola. Il padre è stato per una vita il più stretto collaboratore del re Juan Carlos e lui è stato il regista delle principali operazioni finanziarie di Spagna e Sudamerica, già presidente di Mediobanca in Spagna e America Latina, già direttore di Rotschild e di Ubs. Partecipa alla Trilateral e a tutti i principali think thank spagnoli.

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STARACE E LA PRESIDENTE DI ENEL GRIECO PUNTANO SU BOGAS

Terminerà il suo mandato di presidente con l’assemblea del 12 aprile, ma nella testa di Starace e della presidente di Enel, Patrizia Grieco, il successore dovrà essere Josè Bogas, attuale amministratore delegato e persona di fiducia del vertice italiano. Con lui alla guida sarà più facile difendere una politica che impedisca a Endesa operazioni straordinarie di acquisizioni in Spagna e America Latina. Ma anche di garantire una politica dei dividendi più generosa per la casa madre Enel, a scapito degli investimenti nella penisola iberica. I rapporti tra Prado, scelto nel 2010 dall’allora numero uno di Enel, Fulvio Conti (ora presidente di Tim), e Starace si sarebbero incrinati – come scrive El Pais – nel 2014, quando la società italiana decise di staccare le ricche proprietà sudamericane da Endesa per riportarle sotto la indebitata Enel. Allora il governo del premier del Partido Popular, Mariano Rajoy, protestò aspramente con il capo di governo italiano, Matteo Renzi, ma senza ottenere ascolto. Negli ultimi anni la convivenza tra Prado e Starace si è fatta più difficile. Prima è stata cooptata nel consiglio di Madrid la presidente Grieco come segno di sfida. Poi negli ultimi giorni la decisione di introdurre una clausola di governance che limita i mandati del presidente. Da qui la decadenza di Prado che solleverà certamente reazioni del mondo politico madrileno.

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IN CORSA ANCHE SANTONJA E ROSELL

Oltre a Bogas, per la presidenza sarebbero in corsa anche Aldo Olcese Santonja, professore di governance e di corporate governance, figlio di un console italiano e di madre spagnola, molto apprezzato dal premier Pedro Sanchez, ma anche dalla destra di Madrid. Accademico della Real Academia de Ciencias Economicas y Financieras, è un candidato ben introdotto negli ambienti spagnoli, ma certamente meno ingombrante di Prado. Un altro candidato sarebbe Juan Rosell, catalano, ex presidente del Ceoce, la Confindustria spagnola. A suo sfavore però il passato di consigliere regionale di Endesa a Barcellona. Potrebbe essere non benvisto dal governo centrale perché ha appoggiato il movimento indipendentista catalano.

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