Stasera che flop!

Monica Bibi
18/01/2011

Perché Canale 5 non azzecca una domenica sera.

«Se faccio il 16% di share è un successo», aveva detto previdente Barbara D’Urso qualche settimana fa, sfoggiando il solito smagliante sorriso a 32 denti mentre era in procinto di abbandonare la sua ruspante domenica pomeriggio per gettarsi lancia in resta a presidiare la domenica sera su Canale 5 con Stasera che sera.
La domenica: serata peggiore da che palinsesto è palinsesto per la rete ammiraglia Mediaset.
L’esuberante conduttrice partenopea si è rivelata poco preveggente: il suo Stasera che sera non è stato per nulla un successo. Anzi, un vero e proprio flop. Dovevano essere sei, sette puntate, poi sono scese a quattro e, alla fine, è arrivata l’eutanasia televisiva dopo sole due puntate. Zac, e il programma è sparito dal palinsesto.
SOLO 11,5% DI SHARE. L’ultima puntata dello show serale, lo scorso 16 gennaio, ha realizzato un risicatissimo 11,5% di share e poco più di 2 milioni di spettatori, cifre che fanno inorridire qualsiasi direttore di rete (per di più ammiraglia): neppure l’appena soppresso X Factor su Raidue andava così in basso nei grafici Auditel.
E dunque? Di chi la colpa? Non certo del povero Aldo Busi, che è stato defenestrato dal programma dopo la prima puntata per aver usato un linguaggio troppo colorito.
Ma che senso ha convocare Aldo Busi e poi censurarlo? Allora la lezione dell’«Isola dei Famosi», dove fu espulso per aver attaccato il Papa, non ha insegnato nulla. Pensava, forse, la procace conduttrice di domarlo a forza di smaglianti sorrisi?
LA FIERA DEL BUONISMO. Non è in fondo nemmeno colpa della povera D’Urso, che anche in questo caso ha dispensato la solita verve condita di domandine finto-buoniste e ha messo in piazza lucciconi giusti al posto giusto (come per la straziante storia del povero regista Francesco Nuti in tele-collegamento con la sua faccia paralizzata dalla malattia).
Più di mettere in scena tutte le sue armi fisiche e intellettuali, i sorrisetti, le mossette, i suoi sguardi ammiccanti, per dar una certa carica al programma, la D’Urso non può certo fare. E di più non le si può nemmeno chiedere.

Il dramma della domenica sera

E dunque? Di base c’è il problema della domenica sera. Per Canale 5 è sempre stato un affaraccio: qualsiasi cosa ci si piazzi, film, telefilm, fiction, non porta a casa granché. L’unica che negli anni è riuscita a sfangare la prova Auditel è stato quel cyborg degli ascolti che risponde al nome di Maria De Filippi: l’anno scorso con il suo Amici racimolava su Canale 5 anche 4 milioni e mezzo di spettatori domenicali. Ma per gli altri vige una concorrenza spietata.
Su Raiuno la fiction della domenica sbaraglia qualsiasi altro programma. E su Raitre alle nove e un quarto di sera appare l’angelo della morte (degli altri programmi) ossia Luciana Littizzetto che spalmata sulla scrivania del balbettante Fabio Fazio fa schizzare l’Auditel a livelli di Coppa Uefa.
LA MANNAIA DELL’AUDITEL. E infine che dire? Durante la prima puntata di Stasera che sera la signora D’Urso si è giocata la sua carta migliore, ossia il re Mida del cinema (e non solo) Checco Zalone in piena promozione filmica, quello Zalone che può fare tutto, cantare, recitare, promuovere un film, dire una parolaccia, ma non diventa mai trash o lacrimoso o buonista. E, dunque, almeno per una puntata, è sopravvissuta alle onde dello share. Fino a quando la mannaia dell’Auditel è calata su di lei.