Usa, Biden non va incriminato per le carte segrete ma è «un uomo anziano con poca memoria»

Redazione
09/02/2024

Il rapporto del procuratore Hur manda su tutte le furie il presidente: «Come si permette di dire che non ricordo la data della morte di mio figlio?». Ma durante la conferenza stampa confonde Al Sisi con il capo di Stato messicano.

Usa, Biden non va incriminato per le carte segrete ma è «un uomo anziano con poca memoria»

Nuovi guai per Joe Biden, al centro delle polemiche per la sua presunta incapacità di guidare una potenza mondiale vista l’età avanzata. È terminata negli Stati Uniti l’indagine sulla gestione delle carte segrete che lo ha coinvolto quando era vicepresidente. Il dipartimento di Giustizia Usa ha concluso che Biden in effetti portò a casa documenti top secret sulla guerra in Afghanistan e su altre questioni di sicurezza nazionale ma che non dovrà affrontare procedimenti penali. Questo perché, a differenza di Donald Trump, ha collaborato all’inchiesta e restituito i documenti.  Il procuratore speciale Robert Hur però è andato oltre sottolineando i limiti di memoria del presidente che a suo dire «non ricorda bene quando è stato vice presidente o quando era morto suo figlio Beau». «È un uomo anziano con poca memoria», si legge nel rapporto. Una sentenza, questa, che potrebbe indebolire politicamente l’81enne in vista delle elezioni presidenziali di novembre. Una delle principali critiche rivolte al presidente, avvalorata anche dalle numerose gaffe, è che sia troppo anziano per guidare per altri quattro anni il Paese.

Biden replica: «La mia memoria è buona, so cosa sto facendo», ma confonde Al Sisi con il presidente messicano

Biden ha subito convocato una conferenza stampa per rispondere al rapporto. «Il procuratore speciale ha concluso che io non ho commesso alcun crimine con le carte classificate. Non solo: ho collaborato con la giustizia, deponendo per cinque ore in due giorni, l’8 e il 9 ottobre, all’indomani dell’attacco di Hamas contro Israele, quindi nel bel mezzo di una crisi internazionale», ha sottolineato Biden. «Trump al contrario ha mentito e non ha collaborato», ha aggiunto il presidente Usa. Circa l’accusa di non ricordare la data della fine del suo mandato o della morte del figlio Beau, Biden ha risposto secco: «Come diavolo osa parlare di questo? Non ho bisogno che nessuno mi ricordi quando è morto mio figlio. La mia memoria è buona, so cosa sto facendo». Nel corso della conferenza stampa però è inciampato un’altra volta definendo il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi «il presidente del Messico». Domenica 4 febbraio ha invece scambiato il presidente francese Emmanuel Macron con l’ex presidente francese deceduto François Mitterrand. Trump nel frattempo è già passato all’attacco: «Questo caso ha dimostrato che il sistema giudiziario ha un doppio standard e i processi contro di me sono selettivi e incostituzionali! Il caso di Biden è 100 volte diverso e più grave del mio».