Stati Uniti e Cina hanno ripreso i colloqui militari ai massimi livelli dopo 16 mesi

Redazione
21/12/2023

Il capo dello stato maggiore congiunto americano, Charles Q. Brown, giovedì 21 dicembre ha parlato con la sua controparte cinese, Liu Zhenli. I contatti erano stati interrotti nell'agosto del 2022 a seguito della visita dell'allora speaker Nancy Pelosi a Taiwan.

Stati Uniti e Cina hanno ripreso i colloqui militari ai massimi livelli dopo 16 mesi

Dopo 16 mesi di sospensione dei contatti i capi degli eserciti di Cina e Stati Uniti hanno ripreso il dialogo militare tra le due superpotenze. Il capo dello stato maggiore congiunto degli Stati Uniti, il generale Charles Q. Brown, giovedì 21 dicembre ha parlato con la sua controparte cinese, il generale Liu Zhenli. I contatti erano stati interrotti nell’agosto del 2022 a seguito della visita dell’allora speaker della Camera Nancy Pelosi a Taiwan.

Il colloquio è avvenuto a un mese dall’accordo tra Biden e Xi Jinping per riallacciare i rapporti militari

Pechino e Washington stanno cercando sciogliere le loro tensioni diplomatiche mentre entrambi i governi stanno affrontando una serie di questioni che stanno mettendo in discussione la loro leadership. L’amministrazione Biden sta gestendo con difficoltà le guerre a Gaza e in Ucraina, mentre Xi si trova ad affrontare una grave crisi economica interna.
Durante la videoconferenza sono stati affrontati vari temi regionali e globali. Il Pentagono ha affermato che Brown ha discusso «dell’importanza di lavorare insieme per gestire in modo responsabile la concorrenza, evitare errori di calcolo e mantenere linee di comunicazione aperte e dirette», e che per questo «il generale Brown ha ribadito l’importanza del dialogo per ridurre la probabilità di malintesi». La videoconferenza fra i due leader militari è avvenuta a distanza di un mese dall’accordo fra Joe Biden e il presidente cinese Xi Jinping per riallacciare i contatti militari interrotti nell’agosto 2022. Washington e Pechino sono ai ferri corti su diversi temi regionali, dal futuro di Taiwan, governata democraticamente, alle rivendicazioni territoriali nel Mar Cinese Meridionale.