Usa, la Corte suprema del Colorado ha escluso Trump dalle primarie repubblicane dello Stato

Enrico Filotico
20/12/2023

Il tycoon è stato dichiarato “ineleggibile” alla Casa Bianca per il suo coinvolgimento nell'insurrezione del 6 gennaio 2021 a Capitol Hill. L'ultima parola ora spetta ai nove giudici costituzionali di Washington. L'ex presidente: «Combatteremo per l'America come mai fatto prima».

Usa, la Corte suprema del Colorado ha escluso Trump dalle primarie repubblicane dello Stato

La Corte Suprema del Colorado ha escluso l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump dalle primarie repubblicane di Stato dichiarandolo “ineleggibile”. E per farlo è ricorsa alla sezione 3 del 14esimo emendamento, secondo cui chiunque sia coinvolto in insurrezioni o rivolte contro la Costituzione, dopo avervi giurato fedeltà, non può diventare presidente. Il riferimento è all’assalto di Capitol Hill del 6 gennaio 2021. Il provvedimento è stato sospeso fino al 4 gennaio, termine ultimo perché la Corte Suprema federale degli Stati Uniti si pronunci sul caso. Il 5 poi è previsto che si proceda alla stampa delle schede per le primarie repubblicane.

Trump teme l’effetto emulazione, ora altri Stati potrebbero escluderlo

Non è solo la possibile esclusione dalla contesa in Colorado a preoccupare Trump. Del resto nello Stato nell’ultima tornata elettorale aveva perso di 13 punti rispetto a Joe Biden. Il problema è che si possa creare un pericoloso precendente. Lo staff dell’ex presidente teme infatti che altri possano seguire l’esempio del Colorado escludendolo dalle primarie degli Stati “must-win”. Quelli in cui è obbligatorio vincere.

I giudici: «Non può ricoprire l’incarico di presidente». Trump: «Combatteremo come mai prima» 

I giudici nella sentenza spiegano: «La maggioranza della Corte ritiene che Trump non possa ricoprire l’incarico di presidente in base alla Sezione 3 del 14esimo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti». E aggiungono: «Poiché non è legittimato sarebbe un errore inserirlo come candidato alle primarie presidenziali». E, ancora: «Noi non abbiamo raggiunto queste conclusioni con leggerezza. Siamo consapevoli del peso delle questioni che ci troviamo di fronte. Siamo, tuttavia, consci del nostro solenne dovere di applicare la legge, senza paura o favoritismi, e senza farci influenzare dalla reazione pubblica alla decisione a cui siamo giunti». Nel corso di un comizio in Iowa, Trump ha approfittato per rispondere alle accuse, annunciando che farà appello: «Noi combatteremo per l’America come mai fatto prima». E poi: «È la nostra battaglia finale, con voi al mio fianco. Cacceremo i globalisti, i marxisti comunisti e fascisti, sfratteremo Joe Biden dalla Casa Bianca e finiremo il lavoro una volta per tutte».