Stato-mafia, Bongiorno: «Monti non è Berlusconi»

Redazione
19/08/2012

Ormai è scontro aperto tra magistratura e politica. Le critiche del presidente del Consiglio Mario Monti all’operato della procura di...

Stato-mafia, Bongiorno: «Monti non è Berlusconi»

Ormai è scontro aperto tra magistratura e
politica
.
Le critiche del presidente del Consiglio Mario Monti
all’operato della procura di Palermo, soprattutto per quelli
che venerdì 17 il premier ha definito «abusi» nelle intercettazioni che hanno
coinvolto il Capo dello Stato, hanno determinato la dura reazione
dei magistrati. 
L’Anm (Associazione nazionale magistrati) ha definito
«improprio» l’intervento del capo del governo.
Sulla presunta trattativa Stato-mafia «non devono restare
ombre», ha affermato domenica 19 a la Repubblica Giulia
Bongiorno, presidente della Commissione giustizia alla Camera.
«È compito della magistratura indagare a fondo ed è
interesse di tutti scoprire cos’è accaduto davvero».
IL FRENO DI BERLUSCONI. Secondo Bongiorno «le
mediazioni in politica sono necessarie. Sulla giustizia e con
Berlusconi come premier, esse erano spesso difficilissime. Oggi,
per fortuna, quel clima di astio tra politica e magistratura è
stato spazzato via e dunque non vedo alcun rischio di creare
squilibri». 
E a proposito delle intercettazioni al Colle ha ribadito: «Non
c’è una guerra in atto tra la magistratura e la politica.
C’è una questione sicuramente delicata che sarà risolta
dalla Corte costituzionale». 
Le parole di Ingroia? «Se allude a responsabilità di qualcuno
allora è chiaro che un’affermazione simile richiederebbe
prima una dimostrazione processuale».
PANIZ A MUSO DURO. Sul tema delle
intercettazioni è intervenuto anche Maurizio Paniz, membro Pdl
della Commissione giustizia alla Camera. «Sono i numeri e gli
abusi a fare la differenza», ha tuonato a La Stampa.
«È una realtà quella delle cifre dalla quale non si
sfugge». 
Ogni anno in Italia vengono eseguite «180 milioni di
intercettazioni. Per un costo che nel 2010 è stato di circa 285
milioni di euro». 
«Penso», ha aggiunto «che l’Associazione nazionale dei
magistrati abbia fornito ancora una volta l’ennesima
dimostrazione di mettersi contro ogni tipo di riforma sul tema
giustizia».