Stefania dentro e fuori

Redazione
23/12/2010

È un Berlusconi furibondo quello che il 22 dicembre 2010 ha scoperto all’improvviso che il suo ministro dell’Ambiente, la sempre...

È un Berlusconi furibondo quello che il 22 dicembre 2010 ha
scoperto all’improvviso che il suo ministro dell’Ambiente, la
sempre fedele Stefania Prestigiacomo,
aveva minacciato di abbandonare il partito
(leggi
l’articolo). Nel proclamare il teatrale allontanamento,
Prestigiacomo  ha detto: «Parlerò direttamente col
premier». Il Cavaliere al momento, però, è nero e poco incline
al dialogo, specie con le sue ministre, così volubili negli
annunci e nei conseguenti dietrofront.
Ci mancava solo questo ennesimo broncio, dopo quello già
manifestato dal ministro per le Pari opportunità,
Mara Carfagna
(leggi l’articolo). Che si riveli una bolla
di sapone oppure no, il malessere di Prestigiacomo ha avuto il
potere di infastidire oltremodo il premier, reduce da un voto di
sfiducia mancato il 14 dicembre 2010 e di nuovo sulla cresta
dell’onda.
La minaccia di abbandono aveva riguardato il suo impegno nel
partito ma non l’incarico di governo, altra condizione
inaccettabile per Berlusconi.

La pace con Cicchitto e Tremonti

La nota emessa in serata da palazzo Chigi ha cercato di ridurre
tutto a «una sfortunata coincidenza», e a un «difetto di
comunicazione», che «hanno generato uno spiacevole incidente
parlamentare». Frasi di circostanza per diminuire la portata
dell’uragano Prestigiacomo, che ha poi incontrato a Palazzo
Chigi il capogruppo Fabrizio Cicchitto, sotto la supervisione del
Sottosegretario Gianni Letta, per chiarire ogni equivoco.
Dal gesto plateale con lacrime annesse, si è passati ai
comunicati moderati e conciliatori, avvallati dall’esperta
opera mediatrice che contraddistingue il profilo di Letta.
Prestigiacomo e Cicchitto, infatti si sono scambiati «un
reciproco attestato di stima e di fiducia», dopo che il ministro
siciliano aveva accusato proprio il capogruppo del Pdl di non
saper gestire l’aula della Camera.
LA CENA CON GIULIO TREMONTI. In serata il
ministro dell’Ambiente si è recata a cena dal titolare del
dicastero di via XX settembre, Giulio Tremonti, con cui sembra ci
siano segnali di disgelo. Proprio il ministro dell’Economia è
un’altra spina nel fianco dell’esponente berlusconiana, che
lo accusa di aver tagliato i fondi del suo dicastero lasciandola
senza risorse per combattere le battaglie ambientali che tanto le
stanno a cuore.
Lo scorso 5 novembre lei definì «cretinate», le asserzioni del
ministro dell’Economia durante il consiglio dei Ministri. In
quell’occasione oggetto dello scontro era stato il miliardo
di euro per il piano contro il dissesto idrogeologico. Tremonti
pretese le scuse minacciando le dimissioni. Poi la conclusione
diplomatica riportò tutto sul piano politico, lasciando però
qualche incrinatura nel rapporto umano.
IL SOSTEGNO DEI COLLEGHI. Alcuni colleghi di
governo non hanno fatto mancare la propria solidarietà a
Prestigiacomo. Prima fra tutti, Mara Carfagna: «Sarebbe
sbagliato sottovalutare l’accaduto. C’è un disagio molto
diffuso nel partito». Per il ministro dell’Agricoltura,
Giancarlo Galan, «c’è bisogno di persone come lei, sia nel
governo che nel partito».
Solidarietà è arrivata anceh dal conterraneo Gianfranco
Micciché, al quale Prestigiacomo potrebbe avvicinarsi
politicamente, che ha sentenziato: «Nel Pdl le uniche ad avere
gli attributi siano le donne».