Stilisti multitasking

Redazione
14/10/2010

di Valeria Cudini Nella moda, il mix and match è una costante. Spesso, gli stilisti propongono in passerella capi che...

di Valeria Cudini

Nella moda, il mix and match è una costante. Spesso, gli stilisti propongono in passerella capi che sono un concentrato di tessuti e stili diversi, mentre si fa sempre più forte la tendenza che vede abiti couture abbinati a vestiti low cost. Antesignana, in tal senso, la prima copertina di Vogue America firmata da Anna Wintour, nel novembre 1988, con la modella israeliana Michaela Bereu che indossava una preziosissima giacchina di Cristian Lacroix con una croce e un paio di jeans low cost a vita bassa.
Ma oggi, le contaminazioni riguardano anche le competenze. Può sembrare curioso, nell’era delle lauree specialistiche e dei master ad hoc, eppure sembra proprio che, nel dorato fashion system, tutti sappiano fare tutto.
Gli esempi fulgidi non mancano. DaTom Ford, creatore del marchio omonimo e regista del film A single man, aKarl Lagerfeld, lo stilista infaticabile che ha diretto il cortometraggio per il lancio della collezione Hogan e scattato il prossimo calendario Pirelli 2011.
Ma secondo Francesca Ballini Richards, managing director dell’agenzia di comunicazione FBR, che da più di vent’anni collabora con grandi nomi della moda, «esperti non ci s’improvvisa: nel mondo della moda le competenze sono fondamentali e si acquisiscono attraverso anni di esperienza, altrimenti si ottengono solo dei tentativi approssimativi». Lo sa bene l’attrice e cantante Lindsay Lohan che ha provato a svecchiare il marchio Ungaro. Per l’ideatore del brand, si è trattato di un vero disastro.