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Fazio accetta il taglio dello stipendio Rai ma difende il budget del programma

Fazio accetta il taglio dello stipendio Rai ma difende il budget del programma

Dal conduttore è arrivato l’ok alla decurtazione del compenso. Intesa a giugno con Viale Mazzini. Rifiutato però il ridimensionamento delle risorse di “Che tempo che fa”.

27 Giugno 2019 22.06

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La picconata sullo stipendio d’oro di Fabio Fazio, da sempre nel mirino di Matteo Salvini, è arrivata: il conduttore, secondo quanto si è appreso, ha accettato il taglio del suo compenso richiesto dalla Rai.

INTESA CON L’AZIENDA A INIZIO GIUGNO

La notizia è stata confermata da fonti dell’entourage del giornalista televisivo che hanno fatto risalire l’intesa con l’azienda a inizio giugno 2019. Fazio e i suoi collaboratori hanno espresso però contrarietà alla riduzione del budget del programma Che tempo che fa.

ANZALDI: «SUGLI STIPENDI TOTALE OPACITÀ DEL M5S»

«Sui mega stipendi la Rai del Movimento Cinque Stelle si sta muovendo in totale opacità, con una gestione incomprensibile e al limite del clientelare. Con mezze veline, indiscrezioni ai giornali e trattamenti diversi, non c’è alcuna trasparenza e non si capisce quali siano le regole seguite, se ci siano regole che valgono per tutti o solo per alcuni», scrive su Facebook il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai.

Sui mega stipendi la Rai del Movimento cinque stelle si sta muovendo in totale opacità, con una gestione incomprensibile…

Publiée par Michele Anzaldi sur Jeudi 27 juin 2019

«Perché la Rai M5s», prosegue Anzaldi, «non pubblica tutti gli stipendi dorati? Perché non fa una vera operazione trasparenza? Invece di essere combattuti, sprechi e privilegi vengono moltiplicati e continua il finto equivoco dei giornalisti che diventano artisti solo al momento di incassare stipendi d’oro. Che senso ha, ad esempio, mettere insieme contratti in scadenza, come quello di Vespa, con contratti che scadranno tra 2-3 anni? Il rinnovo di Vespa è esclusiva responsabilità dell’amministratore delegato Salini, scelto da Di Maio. Sarà Salini a decidere se dare a Vespa uno stipendio milionario, e su questo non si capisce cosa c’entrino altri compensi di veri artisti dello spettacolo, come Carlo Conti che non si finge artista per intervistare politici. Perché alcuni giornalisti, come Lucia Annunziata o i direttori dei tg, rispettano il tetto da 240 mila euro e altri no? Perché si fa tanta confusione sul contratto di Fazio, che oramai è stato firmato e non può essere modificato se non consensualmente (esattamente come ogni altro contratto in essere), mentre non si dice nulla sull’appalto multimilionario alla sua società?».

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