Cosa c'è dietro la crisi del debito di Roma da 12 miliardi

Cosa c’è dietro la crisi del debito di Roma da 12 miliardi

Ogni anno costa allo Stato 300 milioni e 200 milioni al Comune. Nel 2022 non sarà più sostenibile. La Raggi chiede di tagliare gli interessi pagati alle banche. Ma la Lega non ci sta. 

23 Aprile 2019 15.32

Like me!

l debito storico della Capitale, su cui dovrebbe avere effetti il cosiddetto 'Salva Roma', non è altro che il deficit accumulato dalla Città Eterna fino al 2008 e da allora inserito in una gestione separata, ovvero la gestione commissariale. Questa struttura, definita come "una sorta di bad company", è dipendente da Palazzo Chigi e amministra al momento un debito arrivato a circa 12 miliardi di euro.

OGNI ANNO 300 MILIONI DALLO STATO E 200 MILIONI DAL COMUNE

A comporre questo passivo-mostre, accumulato nei decenni passati, c'è un mix di mutui accesi, interessi e debiti commerciali. Per ripagarlo nella gestione commissariale già confluiscono fondi statali (pari a 300 milioni ogni anno) e fondi comunali (pari a 200 milioni ogni anno).

PREVISTA UNA CRISI DI LIQUIDITÀ NEL 2022

Di recente, però, è stata pronosticata una crisi di liquidità di questa stessa struttura commissariale a partire dal 2022, con possibili ripercussioni anche sullo stesso bilancio di Roma Capitale. Per scongiurarla e per mettere in sicurezza il piano di rientro fino al 2048 i tecnici del Governo insieme a quelli del Campidoglio hanno elaborato l'operazione poi ribattezzata "Salva Roma", che consiste nella chiusura della gestione commissariale nel 2021.

PASSAGGIO DEL DEBITO AL COMUNE PER RISPARMIARE 2 MILIARDI E MEZZO

In caso di via libera alla norma inserita nel Decreto Crescita, la gestione di questi debiti passerebbe al Comune. E i risparmi – stimati dagli ideatori dell'operazione in 2 miliardi e mezzo – deriverebbero sia dalla rinegoziazione dei mutui con le banche da parte dello Stato sia da una ricognizione del piano di rientro del debito. Tali fondi, peraltro, nelle intenzioni della sindaca Virginia Raggi potrebbero essere utilizzati anche per ridurre l'Irpef a Roma, attualmente tra le più alte. Nei prossimi tre anni, entro il 2021, verrebbe fissato in via definitiva il debito residuo. Poi si procederebbe alla chiusura della gestione commissariale.

ALLO STATO UNA PARTE DEL DEBITO

Lo Stato, che si accollerebbe una parte del debito finanziario, secondo quanto spiegato, vedrebbe ridotti i costi che dà alla gestione commissariale. Circostanza sottolineata a più riprese dai 5 Stelle che hanno chiarito pertanto che «i costi della manovra per gli italiani sono pari a zero e che anzi sono attesi dei risparmi».

LO SCONTRO LEGA – M5s: SALVA RAGGI CONTRO TAGLIA BANCHE

Quanto alla Lega ha ribadito la sua contrarietà per voce del leader Matteo Salvini: «Non ci può essere un intervento Salva-Raggi quando ci sono tanti comuni italiani in difficoltà. O si aiutano tutti o non ci sono cittadini di serie A o di serie B». Dal M5S hanno ribattuto: «Da quando siamo in Campidoglio con Virginia Raggi, il Comune di Roma non fa più debiti. La misura non è affatto 'Salva Roma'. Casomai potrebbe essere chiamata 'Taglia Banche' perché taglia gli interessi bancari sui mutui per il debito pregresso, 2,5 miliardi di euro attualmente pagati da tutti gli italiani». In ogni caso il Consiglio dei ministri ha stralciato la norma, rinviando le misure a un provvedimento allargato ad altri comuni, secondo quanto riferito proprio dal ministro dell'Interno.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *