Maurizio Stefanini

Thriller, così Michael Jackson rivoluzionò il videoclip

Thriller, così Michael Jackson rivoluzionò il videoclip

Il re del pop scomparso il 25 giugno 2009 insistette per realizzare un vero e proprio corto per l’omonimo singolo. Fu un successo planetario. Dalla regia di John Landis al rap di Vincent Price, le cose da sapere.

25 Giugno 2019 11.43

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Lungo 13,42 minuti, interpretato con la ex Playmate Ola Ray e arricchito da un rap interpretato dal mito del cinema horror Vincent Price, il video di Thriller è sicuramente uno dei momenti più iconici della carriera di Michael Jackson, morto il 25 giugno 2009 a 51 anni.

L’ALBUM THRILLER CAMPIONE DI INCASSI

Già il singolo aveva ottenuto un successo straordinario con oltre 10 milioni di copie vendute. Ancora oggi, è il pezzo più gettonato nel periodo di Halloween. L’album omonimo è stato il più venduto in tutta la storia della discografia: ben 66 milioni di copie. Ancora più importante è però il film. O short film come lo chiamava Jackson, un vero e proprio cortometraggio. Una pietra miliare del genere. Stando a Joe Vogel, biografo di Jacko, Thriller sta alla storia dei cortometraggi esattamente come Citizen Kane di Orson Welles (Quarto Potere in italiano) sta alla storia del cinema.

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L’INIZIO DI UN GENERE

Prima di Thriller, infatti, i videoclip erano solo collage di immagini per accompagnare la canzone. Ma a Michael Jackson non piacevano. Quindi volle sviluppare un nuovo genere in cui vi fossero una trama e una coreografia ben definite. «Cortometraggi» li definiva nelle interviste, diffidando dal chiamarli semplicemente video. E Thriller fu appunto il capostipite.

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LA TRAMA E IL FILM NEL FILM

La storia è inizialmente ambientata negli Anni 50. Due giovani di notte restano senza benzina e continuano il tragitto a piedi. Nel bosco lui regala a lei un anello di fidanzamento ma la avverte di essere diverso dagli altri ragazzi, e al chiarore della luna piena si trasforma un lupo mannaro. Lei scappa, lui la insegue, e nel momento in cui sta per aggredirla la scena si sposta in un cinema. Si tratta infatti di un film horror e a guardarlo in sala c’è la stessa coppia, ma siamo negli Anni 80. Lui si diverte ma lei è terrorizzata e se ne va. Michael Jackson la raggiunge e a quel punto, al minuto 4.41, inizia a cantare e a danzare. Lei si rifranca, ma i due passano di fronte a un cimitero. Vincent Price inizia un rap al cui suono i morti si alzano dalle tombe e accerchiamo i due. Anche Michael Jackson si trasforma in zombie, guidando una coreografia passata alla storia. Lei fugge in una casa abbandonata, ma i morti viventi la raggiungono. Lei chiude gli occhi, grida, e si risveglia su un divano. Era un incubo: il fidanzato la abbraccia e va via con lei. Ma voltandosi verso la telecamera sorride in modo malizioso, con occhi gialli e pupille verticali da licantropo. Il tutto finisce con la risata sardonica di Vincent Price.

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ISPIRATO A UN LUPO MANNARO AMERICANO A LONDRA

Dato curioso, si tratta di una svolta originale nella storia dei videoclip, però a sua volta è ispirata a qualcosa che nel cinema vero e proprio c’era già c’era stata. La trasformazione di Michael Jackson in licantropo, le inquadrature della luna, il continuo passaggio dall’incubo alla realtà, la stessa scena al cinema non possono infatti non richiamare Un lupo mannaro americano a Londra di John Landis: curiosa contaminazione tra horror e genere comico che all’epoca fu un grande successo.

E il fatto che Landis sia anche il regista di questo cortometraggio spiega molte cose. Michael Jackson aveva visto il film e ne era rimasto folgorato, traendone l’idea per la rivoluzione che aveva in mente.

LE RESISTENZE DELLA EPIC RECORDS

La Epic Records però si era opposta alla realizzazione dei video. Il disco era già uscito da un anno, quello che poteva vendere lo aveva venduto, che senso aveva spendere mezzo milione di dollari per quello strano corto allo scopo di promuoverlo ulteriormente? Ma Jackson non arretrò, imponendo anche Landis e i suoi effetti speciali. E in effetti l’album rischizzò in testa alla hit parade, le vendite triplicarono, e la appena nata rete Mtv fece subito ascolti da record.

LA PROIEZIONE IN 3D A VENEZIA

Nel 1983 il regista Jerry Kramer realizzò il documentario Michael Jackson: The Making of Thriller per raccontare il dietro alle quinte del progetto. Il lavoro venne trasmesso in anteprima negli Usa il 15 dicembre di quell’anno e in videocassetta fino al 1990. Fu la Vhs più venduta della storia con quasi 10 milioni di copie. Nel 2017 il documentario è stato presentato alla 74esima mostra del cinema di Venezia anticipato dal videoclip restaurato e in versione 3D.

L’OMAGGIO ESPLICITO A LANDIS

Omaggio esplicito a Un lupo mannaro americano a Londra, alla fine del corto è inserita la stessa frase – «qualunque somiglianza con persone vive, morte o non morte, è una coincidenza» – presente nei titoli di coda del film. All’inizio c’è invece un «dovuto alle mie forti convinzioni personali, desidero riaffermare che questo film in nessun modo sostiene una qualche fede nell’occulto». Concessione a una madre Testimone di Geova, che già era rimasta male all’idea di vedere suo figlio assieme a una ex-playmate.

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