Strage di Ustica, perché il governo deve risarcire Itavia

22 Maggio 2018 14.58
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Il ministero della Difesa e quello dei Trasporti devono risarcire la compagnia aerea Itavia, fallita dopo l'abbattimento del suo Dc9 nei cieli di Ustica che provocò la morte di 81 persone. Secondo la Cassazione, infatti, i due ministeri sono colpevoli di «omessa attività di controllo e sorveglianza della complessa e pericolosa situazione venutasi a creare nei cieli di Ustica» il 27 giugno del 1980. Sempre secondo la Cassazione, l'aereo precipitò in mare per «l'esplosione esterna dovuta a missile lanciato da altro aereo». Tra qualche mese la Suprema Corte dovrà stabilire se la cifra di 265 milioni di euro, finora stabilita in Appello, sia congrua oppure eccessiva.

LA LOTTA CONTRO LO STATO DI LUISA E TIZIANA DAVANZALI. Il ricorso dei due ministeri è stato dichiarato «inammissibile» dalle Sezioni Unite della Cassazione. Itavia, costretta a chiudere i battenti dopo la strage da una campagna denigratoria, era stata fondata dall'imprenditore marchigiano Aldo Davanzali, morto nel 2005. A raccogliere il testimone nella battaglia contro lo Stato italiano sono state le figlie Luisa e Tiziana. Sebbene il governo Letta avesse deciso di non fare più ricorso contro il diritto dei familiari delle vittime a essere risarciti, dalla tregua legale era stata esclusa Itavia. La contesa è dunque andata avanti, fino alla sentenza finale della Cassazione.

LA PERDITA DEL DC9 È GIÀ STATA LIQUIDATA. Dalla cifra di 265 milioni di euro, in ogni caso, gli ermellini hanno deciso che devono essere tolti i circa 3 miliardi e 800 milioni di lire che Itavia ottenne da Assitalia nel 1980. La compagnia assicurativa liquidò così la perdita del Dc9, il cui valore era stato tuttavia stimato dal perito nominato dal Tribunale in meno della metà: circa 1 miliardo e 586 milioni di lire.

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