Stranieri contro Silvio

Barbara Ciolli
21/01/2011

I nove articoli della stampa estera più duri con il Cav.

Stranieri contro Silvio

“Sesso, menzogne e Silvio”, “Berlusconi collassa sul suo harem?”, “Silvio, il vecchio sciovinista”, “Le sette bugie di Berlusconi”, “Un party animale”, “Meglio Caligola che Berlusconi”, “Il Cavaliere indecente”, “Papito Berlusconi salva il rock & roll”, per terminare con il sempiterno ”Berlusconi show”.
Fedeli alla cronaca tragico-grottesca dello scandalo italiano del bunga bunga, i commenti più polemici pubblicati dai media stranieri sull’affaire tra papi Silvio e Ruby Rubacuori sono oscillati tra passaggi divertiti e toni indignati, con la condanna unanime come unico grande comune denominatore.

Il Cavaliere sciovinista dei party animali

Il più duro è stato senza dubbio il lungo editoriale pubblicato il 20 gennaio dall’Economist, nel quale il Cavaliere viene paragonato al «volgare e irrimediabilmente corrotto» Cetto La Qualunque (leggi la traduzione di Lettera43.it). , il politico del “Partito du pilu” del nuovo film di Antonio Albanese.
Nell’analisi, che si è chiusa con l’amara esclamazione «povera Italia», viene descritto uno scenario da «feste orgiastiche», durante le quali il premier si muove come un vero e proprio «animale da party». Il peggio, secondo il settimanale britannico, è che Berlusconi «potrebbe ancora sopravvivere ai suoi ultimi e sordidi scandali sessuali», nonostante l’inchiesta sia «la più grave minaccia il cui, finora, è incappato il governo italiano». «Personaggi pubblici più normali», ha chiosato l’Economist, «si sarebbero persuasi al ritiro, magari in un monastero».
LE NOTTI CALDE DI ARCORE. Papi Silvio no, è «l’unico vecchio sciovinista» rimasto sulla piazza, ha ricordato la tedesca Süddetusche Zeitung in un corsivo ironico del 19 gennaio di Martin Zips, che ha giocato sul testo della canzone Ruby Tuesday dei Rolling Stones:  «Cattura i tuoi sogni, prima che questi volino (slip away, in inglese, ndr) via». Così fa il Cavaliere, carpe diem, nelle «notti calde di Arcore», «ragazzine, ragazzine, dov’è mai il problema?».

«Silvio mente sul suo harem»

La Welt, altro quotidiano tedesco, si è chiesta al contrario se stavolta «Silvio non crollerà davvero sotto il peso del suo harem».
«A nulla gli è servita la sceneggiata televisiva di domenica, teatro puro». «Una rappresentazione», ha azzardato il foglio conservatore «su cui, stavolta, calerà definitivamente il sipario, perché gli elettori resteranno disgustati dall’ondata di dettagli piccanti negli atti dell’inchiesta».
Nella vicina Francia, l’edizione cartacea del 20 gennaio di Le Monde ha titolato “Sesso, menzogne e Silvio”, dipingendo un’Italia in decadenza, governato da un presidente del Consiglio «patetico, assediato e solo». Un «uomo malato», come lo «aveva già descritto l’ex moglie Veronica Lario. Molti pensavano che esagerasse».
EL MENTIROSO. Neppure lo spagnolo El mundo ha avuto dubbi, nel prendere posizione, dato che un articolo del 21 gennaio, sull’edizione online, ha messo il premier italiano con le spalle al muro, elencando le «sette bugie di Berlusconi»: nell’ordine, 1. «la menzogna per liberare Ruby», 2. «il non averla mai toccata», 3. «la nuova persecuzione contro di lui», 4. «la violazione della sua intimità», 5. «i 150 agenti contro dieci ragazze», 6. «mai pagato per fare l’amore con una donna», infine 7. «non ho di che vergognarmi».
«L’opinione pubblica, la politica e il Vaticano non hanno tardato a mettersi le mani nei capelli al posto suo», ha concluso il quotidiano con la sua dura requisitoria.

‘Papito’, droga, sesso & rock’n’roll

Il giorno precedente, il giornalista del Mundo Quico Alsedo, nel suo blog non aveva esitato a mettere alla berlina «Papito berlusconi che ha salvato il rock and roll». Come? Bruciando sul campo campioni di sregolatezza come «Ozzy Osbourne e Lady Gaga, al cui confronto sono, rispettivamente, un seminarista e una suora».
Quanto al suo pedigree musicale, il «Sinatra transalpino», sempre più «caricatura di se stesso» che ama cantare a squarciagola i brani di Apicella non ha davvero «niente da invidiare alle vecchie star di droga, sesso & rock’n’roll».
LE NOTTI DI CALIGOLA. L’inglese Daily Telegraph ha preferito invece il paragone più convenzionale con Caligola, l’imperatore romano pazzo e crudele che al culmine del suo regno avrebbe voluto farsi proclamare Dio. «Paragonato a Berlusconi, Caligola era un puritano», ha scritto il 20 gennaio il quotidiano, che ha citato la frase pronunciata dal deputato Federico Palomba dell’Italia dei Valori: «Il premier italiano aveva dichiarato di non avere niente di cui vergognarsi, che il suo era solo divertimento. Ma adesso è stata rivelata la mole di dettagli sordidi delle sue feste al bunga bunga. Le descrizioni fornite dagli investigatori al lavoro parlano di baccanali», ha sottolineato il corrispondente da Roma Nick Squires.

Bbc: tivù italiana regno dei reality

Dura anche la Bbc, che dal blog del giornalista Gavin Hewitt, il 20 gennaio, si è scagliata contro la tivù italiana dei reality: trasmissioni in cui «i politici si mischiano alle starlette, per discutere delle loro vite sessuali». «Roma», ha narrato il corrispondente dell’emittente inglese ai suoi lettori, «è una città che ha già vissuto le storie di orgie dell’imperatore Tiberio, un uomo che a Capri organizzava cene con le prostitute, capace di fare sesso con gente di qualsiasi sesso ed età».
UN LEADER RIDICOLO. «Così almeno mi ha raccontato un uomo che conosce bene la storia della capitale e i suoi segreti», ha commentato Hewitt. «Gli italiani, per questa tradizione, hanno una grande facilità nel capire il potere e le umane debolezze. Ma vergogna e derisione sono pericolose per un leader».
Una china in cui, anche secondo il messicano El Universal, sta sprofondando il «Cavaliere indecente»: un «gatto che non ha ancora consumato le sue sette vite», ha profetizzato per primo il quotidiano già lo scorso 18 gennaio, «tuttavia, la vicenda di Ruby Robacorazones appare demolirlo»; la realtà sta «prendendo il sopravvento sulle favole televisive, e le sue scarse virtù pubbliche non fanno come contrappeso ai suoi vizi privati».