Cannonate e cecchini: ancora violenza lungo la Striscia di Gaza

Cannonate e cecchini: ancora violenza lungo la Striscia di Gaza

20 Luglio 2018 15.37
Like me!

Uno scontro a fuoco è esploso al confine fra Gaza ed Israele, mentre nella zona erano in corso manifestazioni di massa palestinesi. Lo ha riferito l'emittente televisiva Canale 10. Due persone sarebbero state uccise da cannonate sparate dall'esercito israeliano verso una postazione palestinese a Khan Yunes, nel sud della striscia di Gaza. A riferirlo il ministero della Sanità locale.

UNA GIORNATA DI VIOLENZA: QUATTRO MORTI E 120 FERITI

I media locali hanno anche aggiunto che, in seguito ad un incidente di confine di natura ancora imprecisata, l'artiglieria israeliana ha colpito quattro obiettivi palestinesi, compresa una postazione dell'ala militare di Hamas presso il campo profughi di al-Bureij. Un altra vittima, ha riportato l'agenzia di stampa palestinese Maan, è stata registrata a Rafah. Altre fonti locali indicano un bilancio ancora più pesante in seguito ai bombardamenti aerei, ma finora non ci sono conferme ufficiali. Lungo il confine proseguono le violenze. Nella serata del 20 media locali hanno confermato la morte di un altro manifestant e il ferimento di almeno 120 persone. Sempre in serata media israeilaini hanno detto che due razzi sono stati lanciati dalla striscia e che in alcuni villaggi del Neghev occidentale sono suonate le siriene.

CECCHINI PALESTINESI CONTRO L'ESERCITO ISRAELIANO

Sempre la tv israeliana Canale 10 ha riferito che cecchini palestinesi hanno aperto il fuoco verso un'unità dell'esercito israeliano lungo il confine con la Striscia. Si tratta del primo incidente del genere da quando, a fine marzo, Hamas ha iniziato ad organizzare manifestazioni di massa settimanali lungo la frontiera. Fonti palestinesi hanno aggiunto che un soldato è stato colpito. Il portavoce militare israeliano ha confermato gli spari dicendo che sono avvenuti nel corso di «violenti disordini verificatisi a ridosso della barriera di sicurezza. In risposta», ha aggiunto il portavoce, «velivoli dell'aviazione israeliana e carri armati hanno colpito obiettivi diversi nella striscia di Gaza». In serata però è arrivata la conferma della morte del soldato. Il portavoce delle forze armate ha confermato che il militare è stato ferito in modo grave dal fuoco dei palestinesi, ed è deceduto dopo il ricovero in ospedale.

LA RABBIA DI HAMAS PER UN MILIZIANO UCCISO

La stampa locale ha fatto notare che il 19 luglio nel sud di Gaza un appartenente del braccio armato di Hamas era stato ucciso in un attacco israeliano contro lanciatori di palloni incendiari. Le Brigate Ezzedin al-Qassam di Hamas avevano preannunciato una ritorsione. Il giorno dopo ai suoi funerali a Rafah hanno partecipato migliaia di persone, fra cui il leader di Hamas Ismail Haniyeh. Lo stesso Haniyeh è poi andato lungo il confine con Israele per incoraggiare i dimostranti.

L'APPELLO DELL'ONU: «FERMARSI PRIMA DEL BARATRO»

Un drammatico appello a tutte la parti affinchè cessino le ostilità a Gaza è stato lanciato dall'emissario dell'Onu per il Medio Oriente Nickolay Mladenov con un messaggio su twitter. «Tutti a Gaza devono fare un passo indietro, prima del baratro» ha scritto. «Non la settimana prossima, non domani, ma adesso». «Quanti vogliono provocare un nuovo conflitto fra palestinesi ed israeliani non devono riuscire nel loro intento» ha aggiunto.

TENSIONI SUGLI AIUTI USA: «LI AVRETE SOLO SE LASCIATE HAMAS»

La tensione in giornata è esplosa anche per quanto uscito dalle pagine del Washington Post. Tre collaboratori di Donald Trump (Jared Kushner, Jason Greenblatt e l'ambasciatore Usa in Israele David Friedman) hanno informato i due milioni di abitanti della Striscia che importanti aiuti economici internazionali destinati al rilancio della loro economia economia sono a portata di mano. Per riceverli, hanno aggiunto, è necessaro tuttavia che Hamas rinunci alle violenze «contro Israele e l'Egitto» cedendo al presidente dell'Anp Abu Mazen la gestione della Striscia. «Parole arroganti», ha tuonato Hamas. «Quei funzionari si sono fatti portavoce dell'occupazione israeliana».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *