Redazione

La Digos ha fermato uno striscione della Uil su Salvini e Di Maio

La Digos ha fermato uno striscione della Uil su Salvini e Di Maio

I due vicepremier ritratti in chiave ironica, col leader leghista che indossa una felpa del sindacato.

08 Giugno 2019 14.33

Like me!

Non sono bastate le balconiadi di Milano né la decisione del pm di Bari che non ha convalidato il sequestro degli striscioni esposti a Gioia del Colle contro Matteo Salvini. Ancora una volta un’immagine che contestava il vicepremier e il suo collega al governo Luigi Di Maio è stata fermata. A lamentare lo stop allo striscione che doveva essere esposto nel corso della manifestazione sindacale per i contratti della Pa a Roma, è stata la Uil. «Volevamo mettere lo striscione al Pincio questa mattina ma ci hanno bloccato perché troppo grande. Abbiamo poi provato a metterlo per strada ma è intervenuta la Digos, dicendo che visto che questo striscione era contro i due vicepremier non poteva essere aperto», ha raccontato il segretario generale della Uil Fpl, Michelangelo Librandi.

striscione-uil-salvini-2
Lo striscione della Uil con Luigi Di Maio e Matteo Salvini che è stato bloccato dalla Digos. (ANSA).

Lo striscione riporta le immagini dei due vicepremier: «Mattè, dicono che mettese contro il sindacato porta male», dice di Maio. «Sì Giggino, lo so, infatti mi sto a porta’ avanti col lavoro», risponde Salvini mentre si fa un selfie con la maglia blu delle Uil Fpl, si vede nel manifesto ora arrotolato davanti allo stand della Uil a piazza del Popolo. «Lo abbiamo portato qui a piazza del Popolo, al gazebo dell Uil, e addirittura mi dicono che ci sono delle persone della Digos che ci piantonano perché non lo dobbiamo aprire», dice ancora Librandi. «Era una striscione solo ironico. Non mi sembra che ci sia nulla di offensivo. Nello striscione abbiamo ripreso una frase che dice spesso Barbagallo: ‘mettersi contro il sindacato porta sfortuna’».

DI MAIO: «NON L’AVREI MAI FATTO RIMUOVERE»

Di Maio ha commentato la notizia dichiarandosi estraneo ai fatti e solidale nei confronti del sindacato: «Giusto per chiarire e senza alcuna polemica: non ho mai chiesto e non mi sarei mai sognato di chiedere la rimozione di uno striscione che, ironicamente e pacificamente, critica il governo. La libertà di pensiero vale sempre», ha scritto il ministro del Lavoro in un post su Facebook in cui rilancia l’immagine dello striscione della Uil.

Giusto per chiarire e senza alcuna polemica: non ho mai chiesto e non mi sarei mai sognato di chiedere la rimozione di…

Publiée par Luigi Di Maio sur Samedi 8 juin 2019

La libertà di pensiero, ha proseguito, «è un principio che, come Movimento 5 Stelle, per primi, abbiamo sempre difeso e che continueremo a difendere. Che a esporlo siano le sigle sindacali o chiunque altro non importa, ognuno ha il diritto di esprimere le proprie idee nel rispetto del decoro e della legge. Lo dice la nostra Costituzione e non dobbiamo dimenticarlo. A dimostrazione di quel che dico, quello striscione lo espongo io. Evviva la libertà!».

SALVINI: «FACCIO GUERRA ALLA MAFIA, NON AGLI STRISCIONI»

Anche Salvini è intervenuto sulla vicenda: «Mi occupo di lotta alla mafia, alla camorra, alla droga, ai trafficanti di esseri umani e non faccio guerre agli striscioni. Infatti ce ne sono ovunque e di ogni tipo», ha detto. «Ho dato indicazioni, già nelle scorse settimane, di non intervenire. Rispetto ovviamente la scelta della Questura di Roma cosi come rispetto le forze dell’ordine che proteggono gli italiani dalla mattina alla sera».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti: 1

  1. Renato Casaioli 8 Giugno 2019 16:35

    Attenti quei due stanno cercando di costruire un regime. Anche le squadracce fasciste bruciavano i libri e distruggevano le sedi dei partiti e dei sindacati. E’ preoccupante che in Italia, si distruggano dei manifesti ironici e di critica, che rifiutano la costruzione del pensiero unico, ma si lasciano tranquillamente sfilare per le strade d’Italia manifesti con la svastica e il manganello. Entrambi i due furboni hanno un obbiettivo: distruggere la Repubblica, la sua Costituzione, nate dalla Resistenza. Giggino e i 5s, attraverso il fantomatico programma Rousseau. Per essere più chiari: rimuovere la pratica della democrazia delegata elettiva, per far posto all’elezione diretta, dove però i risultati vengono visionati nel chiuso delle stanze casaleggiane. Poi lui comunica alle genti come sono andate. Salvini con il sovranismo, l’uomo che parla dal balcone solo e senza contraddittorio. Infatti non va Bruxelles dove c’è da confrontarsi, prendere decisioni e assumersi degli impegni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *