Studente greco, condannato agente

Federica Zoja
11/10/2010

La morte del quindicenne contribuì alla fine del governo Karamanlis.

Studente greco, condannato agente

È stato riconosciuto colpevole di omicidio volontario da un tribunale di Amfissa, a 150 km da Atene, l’agente di polizia Epaminondas Korkoneas, che il 6 dicembre 2008 ha sparato allo studente quindicenne Alexandros Grigoropoulos. La morte del giovane scatenò violente e lunghe proteste che contribuirono alla caduta del governo di centrodestra del premier Costas Karamanlis.
Nell’attesa della pronuncia della sentenza, nella prima mattina dell’11 ottobre, le autorità hanno disposto massicce misure di sicurezza nel timore che la decisione dei giudici potesse riaccendere nuove esplosioni di violenza. Scenario finora non verificatosi.
Per l’agente Korkoneas, il procuratore aveva chiesto la condanna per omicidio volontario senza attenuanti, mentre per il collega Vassili Saraliotis, che era con lui il 6 dicembre, l’accusa era di complicità. Saraliotis è stato riconosciuto colpevole di complicità nell’omicidio. La corte dovrà ora comminare la pena: nel caso di Korkoneas potrebbe essere l’ergastolo e per Saraliotisi da 10 a 20 anni di detenzione.
La difesa di Korkoneas, 38 anni, ha sostenuto che l’agente avrebbe sparato in aria per rispondere alla provocazione di un gruppo di giovani, fra cui il quindicenne. Ma il medico legale, pur rivelando che il colpo di pistola al torace che provocò la morte raggiunse la vittima di rimbalzo, ha sostenuto che l’arma era puntata ad altezza d’uomo, come affermato da alcuni testimoni. Qualsiasi provocazione da parte del giovane studente è stata esclusa.