Gli studenti rifiutano il minuto di silenzio istituzionale e fanno “rumore” per Giulia Cecchettin

Redazione
21/11/2023

Da Roma a Genova diversi liceali non hanno accolto l'iniziativa del ministro Valditara, riversandosi nei cortili e nei corridoi delle scuole per protestare contro la violenza di genere.

Gli studenti rifiutano il minuto di silenzio istituzionale e fanno “rumore” per Giulia Cecchettin

Centinaia di studenti, nella mattinata di martedì 21 novembre 2023, si sono riversati nei cortili e nei corridoi dei licei per fare “rumore” per Giulia Cecchettin e per ogni vittima di femminicidio. Decidendo così di accogliere l’appello di Elena Cecchetin, che a seguito dell’uccisione della sorella aveva proposto: «Per Giulia non fate un minuto di silenzio, per Giulia bruciate tutto».

Gli studenti: «No al silenzio, siamo il grido di chi non c’è più»

A Roma gli studenti hanno manifestano nei licei Manara, Morgagni, Orazio, Tasso, così come al Farnesina, al Virgilio, al Talete e al Mamiani, e in molti altri licei. Anche in tante scuole della Liguria, come all’Andrea Doria, è stato fatto rumore. Gli studenti italiani si sono così opposti al minuto di silenzio istituzionale a cui aveva invitato le scuole il ministro Valditara. «Nelle aule, nei corridoi, diciamo no a un silenzio assordante. Bruciamo tutto. Fate rumore con ciò che potete», è stato l’appello degli studenti. Con chiavi, megafoni, applausi, fischi e colpi sui banchi, gli studenti della Capitale si stanno mobilitando contro la «società patriarcale. Per Giulia, per tutte. Siamo il grido di chi non c’è più. Mai più vittime». I segnali che stanno arrivando dalle nuove generazioni sembrano raccontare l’esistenza di una diversa consapevolezza sul tema della violenza di genere, rispetto all’attuale maggioranza di governo. Una discrepanza che potrebbe venire alla luce nei prossimi mesi quando arriverà nelle scuole il progetto del ministro Valditara, “Educare alle relazioni. Come evidenzia Domani, infatti, il ministro avrebbe scelto Alessandro Amadori come consulente e coordinatore del progetto, uno psicologico che nel 2020 ha autopubblicato La guerra dei sessi, volume in cui ha negato la violenza maschile sostenendo tesi cospirazioniste sul tentativo delle donne di dominare gli uomini.