Studenti violenti e dimenticati (a sinistra)

Mario Sechi
17/12/2010

Sui quotidiani del 17 dicembre: il tempo, la scarcerazione dei violenti e, sullo sfondo, la politica.

Cominciamo la partita con quelle che la voce roca di Sandro Ciotti avrebbe definito “note meteorologiche”: a Roma fa freddo.
E tutti i giornali riportano l’ovvio che però alla fine della fiera è anche la prima cosa che si dicono due persone che s’incontrano al caffè. La seconda cosa invece riguarda le scarcerazioni degli “studenti” che hanno messo a ferro e fuoco Roma. 
È l’apertura di quasi tutti i giornali, con toni che vanno dall’asettico al vibrante. Il tema in realtà era in ebollizione dal giorno prima, ma i quotidiani si distinguono sempre più spesso per arrivarci dopo, a babbo morto. Ecco i titoli di un Paese senza legge e ordine. Volo di fantasia del Messaggero: «Guerriglia Roma, tutti liberi».  La Stampa si scopre capitolina: «Scontri a Roma, tutti liberi. L’ira di Alemanno: assurdo».
Il Giornale senza Vittorio la mette giù così: «Premiati i devastatori di Roma». Altro colpo di genio al Corriere: «Scontri a Roma, tutti liberi». Neroniano il titolo di Libero: «Liberi di bruciare l’Italia». Davvero bella ma completamente marziana e fuori dalla realtà dei fatti l’apertura de il Manifesto: «Depestaggio».
E le corazzatone della sinistra che scrivono? Ah, oggi è davvero istruttivo scorrere le prime pagine perché… toh! I titoloni sono dedicati ad altro. Signori e signori, benvenuti nel giardino dell’imbarazzo. Se gli studenti pestano e sfasciano, meglio girare alla larga. E allora vai con un entusiasmante «Fini: il governo non durerà» (la Repubblica), un enigmatico «Sabbie mobili»  (serve un cremlinologo per decrittare il titolo dell’Unità) e un thrillerissimo con rima «Spioni & Massoni alla corte di Berlusconi» (Il Fatto).
L’importante è stare lontani dalla roba che scotta. Perché se tu coccoli la piazza, la fai sentire importante, forte, rivoluzionaria e perfino intelligente, poi è difficile spiegare che quelli con la spranga sono studenti e non delinquenti. Vallo a  dire a chi punta gli occhi sulla prima pagina de Il Tempo e ammira due foto esclusive che parlano da sole, ammobiliate da un titolo con grafica rosso-nera stile anni Settanta: «Tutti fuori. Bravi ragazzi».
Da leggere per parlarne nel week end con gli amici del club della caccia la sezione marchionnesca de Il Foglio, dal quale si evincono due cose: Chiamparino-Marchionne ha il pullover di sinistra e in Confindustria hanno un attimo di confusione con l’americano di Chieti.
Occhio all’Elefantino a pagina due: Giulianone lancia un avviso a Fini, la terza carica così è da scaricare e Napolitano faccia qualcosa per favore. Concluso il tentativo di nutrirsi con qualche scritto intelligente, non resta che passare a due o tre fatti che accadono nel mondo.  
MF l’azzecca e riaccende i fari sulle agenzie di rating: «Moody’s torna a fare danni». Notiamo solo che non ha mai smesso.
Italia Oggi ha un titolo che metterà in pensiero banchieri e proprietari di forzieri: «Fiduciarie sotto torchio».
Il Sole 24Ore oggi si può saltare a piè pari per leggere direttamente il Financial Times che dopo l’intervista di Mario Draghi (ripresa dal Sole) incassa un pezzo di Lorenzo Bini Smaghi (vediamo se il 24Ore riprende pure questo) sulla crisi economica europea e i suoi rimedi.
Ma la curiosità e l’immaginazione viene catturata dall’annuncio del Tomorrow in FT Weekend: «How to cook Christmas». Che per me è un profumo antico di letture di giornali, libri amati, torte della mamma, mandarini e castagne.

Mario Sechi è direttore de Il Tempo