Stupro Assange, il legale: «Presto rivelazioni choc»

Redazione
24/08/2012

Continua a tenere col fiato sospeso tutto il mondo la vicenda di Julian Assange, il cofondatore australiano del sito d’informazione...

Stupro Assange, il legale: «Presto rivelazioni choc»

Continua a tenere col fiato sospeso tutto il mondo la vicenda di Julian Assange, il cofondatore australiano del sito d’informazione Wikileaks rifugiatosi nell’ambasciata ecuadoregna per sfuggire a Londra che minaccia di arrestarlo con un blitz, per poterlo consegnare alla Svezia dove è accusato di stupro, e, secondo alcune fonti, estradarlo così negli Stati Uniti dove lo attenderebbe invece un processo per spionaggio.
Il 24 agosto le autorità australiane hanno ignorato le richieste di aiuto diplomatico del loro compatriota, compresa una lettera mandata da Assange 15 giorni fa che chiede diverse garanzie e informazioni.
«CI SARANNO GROSSE SORPRESE». A dichiararlo è stato uno dei suoi avvocati difensori, l’ex magistrato spagnolo Baltasaar Garzon, ai margini di una conferenza di archivisti a Brisbane, rivelando che informazioni chiave riguardanti le accuse di stupro a carico di Assange sono state tenute segrete e «saranno una grossa sorpresa» quando la squadra di difesa potrà rivelarle.
«Non le possiamo divulgare ancora ma abbiamo chiesto che l’accusa raccolga una testimonianza dal signor Assange», ha detto il giurista, che in passato ha condotto una causa contro l’ex dittatore cileno Augusto Pinochet, e domenica 19 agosto ha discusso per quattro ore con il cofondatore di Wikileaks la strategia legale.
«RISPOSTA INTERAMENTE NEGATIVA DALL’AUSTRALIA». Garzon ha aggiunto che la risposta del governo australiano alle richieste di aiuto è stata «interamente negativa».
«Quindici giorni fa abbiamo trasmesso un’altra comunicazione, riguardante il mancato riconoscimento dei suoi diritti come cittadino australiano e finora non abbiamo ricevuto risposta. In nessun momento le autorità consolari hanno visitato il signor Assange».
Anche se, a proposito, il ministro degli Esteri Bob Carr ha respinto le asserzioni di Garzon e ha diffuso una lista delle volte in cui funzionari consolari australiani hanno contattato Assange, aggiungendo che gli è stata data assistenza 62 volte, da quando è stato arrestato nel dicembre 2010. «Nessun altro australiano ha avuto più assistenza in un periodo paragonabile», ha affermato Carr.