Su Cuffaro «via l’aggravante mafiosa»

Redazione
21/01/2011

Il sostituto procuratore generale della Corte di Cassazione, Giovanni Galati, ha chiesto nella sua requisitoria innanzi alla seconda sezione penale,...

Su Cuffaro «via l’aggravante mafiosa»

Il sostituto procuratore generale della Corte di Cassazione, Giovanni Galati, ha chiesto nella sua requisitoria innanzi alla seconda sezione penale, l’annullamento con rinvio della sentenza di condanna a sette anni di reclusione per l’ex governatore della Sicilia, Salvatore Cuffaro, chiedendo alla Corte d’appello di Palermo di rideterminare la pena.
Il magistrato ha chiesto quindi di escludere l’aggravate mafiosa (articolo 7) nei confronti di Cuffaro, condannato in appello a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e rivelazioni di segreto d’ufficio. Senza l’aggravante mafiosa, Cuffaro anche se condannato, non dovrebbe andare più in carcere. Anzi, il reato di rivelazione di segreto è già prescritto e quello di favoreggiamento semplice verrebbe prescritto ad aprile.
Inoltre, per il procuratore generale della Cassazione, Cuffaro non può essere accusato di favoreggiamento aggravato di Cosa Nostra perché manca la prova «di aver voluto favorire il sodalizio mafioso».
Secondo il procuratore Giovanni Galati, questo deve comportare la prescrizione dell’accusa di aver favorito il boss Guttadaure. Rimarrebbe in piedi unicamente l’accusa di favoreggiamento semplice del manager della sanità Aiello, che potrebbe prescriversi nel prossimo mese di aprile.