Su razzismo e migranti la sinistra tiri fuori gli attributi

Peppino Caldarola
30/08/2017

Bisogna fare una battaglia uguale e contraria a quella della destra sui temi dell’accoglienza. Dando voce a una parte di popolo che sull’immigrazione vuole ragionare, così come sulla convivenza fra culture diverse. 

Su razzismo e migranti la sinistra tiri fuori gli attributi

Ecco la rassegna dei titoli di oggi sui principali giornali di destra. «Boldrini clandestina» (Giornale), «Donne, stupri e stranieri, il silenzio clandestino che inchioda la Boldrini» (idem), «Boldrini ti racconto il mio stupro» e «Sono nordafricani, Boldrini nella bufera» (Il Tempo), «Boldrini tergiversa sugli aggressori nordafricani» (Libero), «Tutte zitte: anche alle femministe lo stupro piace?» (La Verità), «Nel palazzo okkupato anche pellicce» (Il Tempo), «Con i migranti torna la tbc: raddoppiati i casi sospetti» (Libero), «Dacia Maraini scrive a vanvera» (Libero), «Sgozzano gli agnelli per sfottere l’Occidente», (Libero), «Le Ong mettono in croce il Viminale». Vi risparmio i testi degli articoli. È così ogni giorno che Dio manda in terra. Non so se si riferiva a questa martellante campagna il ministro Marco Minniti quando ha detto di aver temuto per la tenuta democratica del Paese. Avrebbe avuto ragione. La “tenuta” non c’è più.

IL FASCISMO INIZIA COSÌ. Da mesi i giornali di destra, oltre a svolgere il loro eccellente e legittimo lavoro contro la sinistra e il governo (verso quest’ultimo chi più chi meno, a seconda di come i direttori giudicano Matteo Renzi in quell’istante), descrivono un’Italia prigioniera in casa propria assediata da orde di uomini neri assatanati di sesso e pronti a rubare nelle case e ad occuparne altre. La “resistibile” ascesa del fascismo inizia sempre così, da che mondo è mondo. L’esasperazione delle paure, l’indicazione di un pericolo razziale (ieri gli ebrei, oggi tutti gli altri), la necessità della pulizia etnica, la richiesta di misure forti, infine l’auspicio del governo e dell’uomo forte. Qui la destra giornalistica sente di avere una difficoltà perchè gli uomini forti a disposizione sono due: uno ha ottantanni e mezzo cuore di plastica (come ce l’ho io), l’altro ha la panzetta, fa i selfie con la conduttrice tivù ma è di quelli che una volta avrebbero fatto fuoco e fiamme per farsi “scartare al militare”, tipo “armiamoci e partite”.

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Resta il tema di fondo. Da anni piromani della politica incendiano tutto. Li incontri sulla carta stampata, in tivù, in radio. È legittimo, difendo il loro diritto a dire stronzate. Il tema che pongo è un altro. Eccolo. Come può la parte democratica e solidale di questo Paese, diciamo sinteticamente i “buonisti”, accettare questa invasione senza contrattacco, con una controffensiva di tipo culturale? Non è possibile stare mesi e mesi ad assistere senza dire una sola parola, fare una sola azione esemplare che difenda la presidenta della Camera. Sia simpatica o no (fatti vostri), la terza carica dello Stato, perché è donna e perché sostiene cause umanitarie, è sottoposta a un linciaggio che incita alla violenza su di lei. La sinistra fa qualche comunicato ma mai le venisse in mente un’azione essenziale, una appropriazione della accusata per dire urbi et orbi che la sua battaglia è la battaglia di tutti.

SIAMO DIRETTI DA PAVIDI. Qui bisogna essere chiari una volta per tutte. La storia e la letteratura insegnano che la deriva di una parte del popolo, ceto medio impoverito e sottoproletariato arrabbiato, hanno costituito la base di formazione del fascismo. Per anni, in tempi storici, questo fenomeno fu ignorato e quando esplose in forme militari tardivamente si cercò di contrastare questi facinorosi della classe media con gli Arditi dl popolo. Vorrei evitare la ripetizione di questa storia. Vorrei evitare sia la formazione di milizie, anche se CasaPound sembra esserlo, sia la nascita di Arditi del Popolo. L’unica maniera per evitarlo e per dare ragione a Minniti sul pericolo che incombe sul Paese è fare una battaglia uguale e contraria a quella della destra sui temi dell’accoglienza smentendo le bufale e dando voce a una parte di popolo che sull’immigrazione vuole ragionare, così come sulla convivenza fra culture e religioni diverse. Non siamo la minoranza del Paese. Siamo diretti da pavidi. Ci vorrebbe una sinistra con gli attributi, culturalmente forte, non spaventata dall’impopolarità che consideri la difesa con gesti esemplari di Laura Boldrini più importante della lite ridicola sul candidato siciliano. Chiedo troppo?