Sudafrica, la Lonmin alleggerisce l’ultimatum

Redazione
21/08/2012

Alla fine l’appello della presidenza sudafricano ha avuto il suo effetto. Mentre il numero dei dipendenti tornati al lavoro nella...

Sudafrica, la Lonmin alleggerisce l’ultimatum

Alla fine l’appello della presidenza sudafricano ha avuto il suo effetto. Mentre il numero dei dipendenti tornati al lavoro nella miniera di platino di Marikana è cresciuto raggiungendo un terzo del totale, la Lonmin ha annunciato di aver alleggerito l’ultimatum nei confronti dei minatori in sciopero.
Il 21 agosto solo poco più di un dipendente su quattro era tornato al lavoro nella miniera teatro, giovedì 16 agosto, di una vera e propria strage con 34 vittime.
Lonmin aveva fissato l’ultimatum ai 3000 minatori in sciopero dal 10 agosto per le 7 del mattino del 21 agosto, affinché tornassero al loro posto, pena il licenziamento, e invitato gli altri 25 mila dipendenti del sito a riprendere il lavoro assicurando che la loro sicurezza era garantita.
IL CAMBIO DI STRATEGIA. In mattinata il vicepresidente della società, Mark Munroe, ha però ritenuto che licenziare i lavoratori in sciopero non avrebbe pacificato la situazione.
All’ora della scadenza, il segretario generale della presidenza sudafricana, Collins Chabane, ha chiesto a Lonmin di sospendere l’ultimatum finché tutte le vittime non saranno state identificate e sepolte.
Intanto un’altra vertenza potrebbe coinvolgere le miniere d’oro sudafricane. Un avvocato, Charles Abrahams, che rappresenta circa 3 mila minatori, per lo più ex lavoratori, che denunciano di aver contratto la silicosi a causa della negligenza delle società estrattive, ha presentato i documenti necessari contro AngloGold Ashanti, Gold Fields e Harmony per verificare la possibilità di avviare una class action.