L’appello degli esperti alla Consulta per il suicidio assistito

Appello di filosofi, politologi, giuristi e medici per intervenire sul tema del fine vita. Mori: «Superare l'articolo 580 del codice penale».

09 Settembre 2019 20.04
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Morire lontani da casa e dai propri affetti, pagando oltre 10.000 euro. Una scelta che circa 700 italiani hanno fatto negli ultimi anni, pur di mettere fine alle loro sofferenze, e tra loro anche il Dj Fabo. Se fosse stata in vigore una legge che consente il suicidio assistito, questo non sarebbe stato necessario. In vista dell’udienza del 24 settembre, a chiedere alla Corte Costituzionale di modificarne il divieto “parzialmente illegittimo”, è un ampio numero di filosofi, politologi, giuristi e medici, firmatari di un appello promosso dalla Consulta di Bioetica insieme e dall’Unione Atei e Razionalisti (Uaar), insieme ad altre 11 associazioni.

SUPERARE L’ARTICOLO 580 DEL CODICE PENALE

L’articolo 580 del codice penale, che vieta il suicidio assistito si legge nell’appello, «non risponde più ai valori di libertà e di autonomia costitutivi della dignità della persona e tutelati dalla Costituzione». La mancanza di una legge che permetta al malato di porre fine volontariamente alle proprie sofferenze «dal 2015 si stima che abbia portato 700 italiani a recarsi in Svizzera, e questo ‘suicide tourism’ è in crescita, e costituisce una fonte di discriminazione», perché «accessibile solo ai più abbienti», ha spiegato Maurizio Mori, ordinario di Filosofia morale all’Università di Torino e presidente della Consulta di Bioetica, tra gli organizzatori di un convegno in materia tenutosi il 9 settembre presso la Sala Isma del Senato. A ritenere «maturo il tempo per dotarsi di norme che anticipino le sentenze dei tribunali» è Nicola Marongiu, coordinatore Area Welfare della Cgil nazionale. Così, però, non sarà neanche stavolta.

LEGGE SULL’EUTANASIA FERMA ALLA CAMERA

Quasi un anno fa la Corte costituzionale, chiamata a esprimersi in merito al processo che vede coinvolto Marco Cappato per aiuto al suicidio nei confronti del Dj Fabo, ha sollecitato il parlamento legiferare in materia entro il 24 settembre. Ma la proposta di legge su eutanasia e suicidio assistito, per la prima volta incardinata alla Camera in questa legislatura, dopo una lunga serie di audizioni è stata bloccata per mancanza di accordo politico. La palla è tornata quindi alla magistratura. «La Corte scriva una sentenza che tracci la strada, così che il parlamento possa poi intervenire dando una cornice di regolamentazione», ha chiesto Matteo Mantero, senatore del M5s, intervenendo al convegno.

PRESTO ANCHE UN EVENTO DELLE ASSOCIAZIONI PRO-VITA

D’altronde il tema, precisa Mario Riccio, anestetista che aiutò a morire Piergiorgio Welby, «non riguarda un numero ristretto di persone. Se la morte medicalmente assistita fosse lecita in Italia, potrebbe riguardare qualche migliaio di pazienti ogni anno». Mercoledì 11 settembre, ad affrontare il tema da una prospettiva opposta, sarà il convegno “Eutanasia e suicidio assistito, quale dignità nel morire”, organizzato dal Tavolo Famiglia e Vita, in cui è previsto l’intervento del cardinal Gualtiero Bassetti, presidente della Cei. Intanto a puntare i riflettori sul tema è anche l’Associazione Luca Coscioni che ha organizzato per giovedì 19 settembre l’evento “Liberi fino alla fine”. Ad alternarsi sul palco saranno protagonisti dello spettacolo, da Luca Barbarossa a Oliviero Toscani, a fianco di volti storici dell’associazione, come Mina Welby e Beppino Englaro.

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