Nuovo suicidio nel carcere di Poggioreale, il terzo da inizio 2024

Redazione
22/01/2024

Dopo che nell'istituto penitenziario napoletano, il più affollato d'Europa, si erano tolti la vita un 40enne e un 38enne, stavolta è toccato a un uomo che aveva un fine pena a breve termine. Lucia Castellano, provveditrice per le carceri della Campania: «Era afflitto da una situazione personale particolarmente difficile». Partite le indagini per chiarire i fatti.

Nuovo suicidio nel carcere di Poggioreale, il terzo da inizio 2024

E siamo a tre. Un nuovo suicidio avvenuto nel carcere di Poggioreale, il terzo dall’inizio del 2024. Era già accaduto tra il 15 e il 16 gennaio, quanto nel giro di 24 ore si erano tolti la vita un 40enne e un 38enne. Questa volta l’ultimo detenuto deceduto, secondo quanto si apprende, aveva un fine pena a breve termine. A confermare l’accaduto è stata la provveditrice per le carceri della Campania, Lucia Castellano, che ha spiegato come l’uomo fosse «afflitto da una situazione personale particolarmente difficile». Poi la dirigente ha aggiunto: «Mi sono già attivata, ma la situazione del carcere di Poggioreale, il più affollato d’Europa, è particolarmente complicata». Sono subito partite le indagini per chiarire le circostanze dei fatti.

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Sale il numero di suicidi nelle carceri italiane nel 2024

Sono già diversi i suicidi avvenuti nelle carceri in Italia dall’inizio dell’anno, tra cui quello di Matteo Concetti, che ha avuto luogo nella struttura di Ancona-Montacuto il 5 gennaio. Se il trend continua, il 2024 potrebbe segnare un nuovo record. Nel 2022 il numero di persone che si erano tolte la vita in cella era arrivato a 84, registrando il dato peggiore dal 1992. Si osserva inoltre che, spesso, sono le persone con disagi psichici pregressi a suicidarsi in carcere. «Non possiamo continuare ad assistere inermi a questa carneficina», aveva affermato Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato di polizia penitenziaria, dopo i primi due decessi avvenuti a gennaio nel carcere di Poggioreale. «Sono sempre i detenuti con fragilità a essere destinati a una brutta fine. Queste persone sono abbandonate a se stesse e il governo deve intervenire», aveva aggiunto.