Caccia ai complici di Epstein e ombre sul carcere del suicidio

Il ministro della Giustizia Usa Barr denuncia le irregolarità della prigione in cui è morto il finanziere. E intanto l'inchiesta si allarga a tutti i collaboratori e in altri Paesi.

12 Agosto 2019 19.07
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Il ministro della Giustizia americano William Barr ha affrontato le polemiche nate sul caso Epstein, il finanziere americano accusato di abusi sessuali, sfruttamento della prostituzione e traffico di minori, morto suicida nel carcere di Manhattan. «Il carcere in cui era detenuto Jeffrey Epstein presenta «serie irregolarità»: «arriveremo in fondo» alla vicenda perché le vittime di Epstein «meritano giustizia e l’avranno», ha affermato il ministro della Giustizia americano, William Barr, secondo quanto riportano i media americani. «Stiamo apprendendo di serie irregolarità nel carcere, che sono molto preoccupanti. Arriveremo in fondo per capire cosa è accaduto».

PARIGI PRONTA AD APRIRE UN’INCHIESTA

Le indagini su Epstein continueranno e nessuno dei possibili cospiratori nella sue rete «può dormire sonni tranquilli», ha tuonato il ministro della giustizia. Coloro che negli ultimi decenni hanno fatto parte dell’inner circle del finanziere suicida, accusato di abusi sessuali e traffico di minori, ora tremano. Scatta infatti la caccia ai complici di quella rete di sfruttamento che ha coinvolto decine di ragazze trasformate in vere e proprie schiave del sesso. E anche Parigi, dove il miliardario newyorchese aveva una delle sue lussuose dimore, è pronta ad aprire un’inchiesta sulle ramificazioni francesi dello scandalo.

SUPER RICERCATA LA FIDANZATA MAITRESSE

In cima alla lista dei “ricercati” c’è una donna: Ghislaine Maxwell, che con Epstein avrebbe gestito quella che era diventata una vera e propria organizzazione di prostituzione minorile. Ha 57 anni ed è al momento irreperibile. Le autorità hanno difficoltà a rintracciarla: vivrebbe all’estero, forse a Londra, ma senza fissa dimora. E la sua lussuosa townhouse di Manhattan è stata venduta nel 2016 per 15 milioni di euro. Ghislaine probabilmente ha paura. Sa che se rimettesse piede negli Usa verrebbe quasi certamente arrestata, anche se su di lei finora non pende alcun capo di accusa. Ma ci sono i racconti di molte delle vittime che da tempo la tirano pesantemente in ballo, e ora gli investigatori vogliono vederci chiaro Ghislaine e Jeffrey erano una persona sola. Un po’ fidanzata, un po’ maitresse, era lei – secondo le testimonianze – che procacciava e reclutava le ragazze minorenni, che le «addestrava»su come soddisfare gli appetiti sessuali del finanziere e dei suoi amici, che organizzava incontri e festini nel mega appartamento di Manhattan, nella villa di Palm Beach, nel ranch in New Mexico o nell’isola privata ai Caraibi. Ed era lei che aveva il controllo dei conti, anche se a pagare le ragazze, rigorosamente cash, era un dipendente di Epstein.

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