I misteri dell’isola di Epstein: sequestrati i pc nella villa delle Virgin Islands

Passi avanti nell'inchiesta sul suicidio del finanziere: le guardie carcerarie secondo il Nyt si sarebbero addormentate. Intanto l'Fbi ha passato al setaccio la proprietà dove il miliardario organizzava i suoi festini a luci rosse.

14 Agosto 2019 16.36
Like me!

I residenti dell’arcipelago delle Virgin Isands l’hanno da tempo ribattezzata to Isle of Sin, isola del peccato. Da quando 20 anni fa il finanziere americano l’acquistò per farne il rifugio più remoto delle sue perversioni lontano dai riflettori di Manhattan o di Palm Beach, l’isola di Little St. James è diventata tristemente nota.

SEQUESTRATI I COMPUTER DEI FESTINI

Ora l’isolotto privato acquistato da Epstein è al setaccio degli agenti dell’Fbi: nelle ultime ore è scattato un raid a caccia di prove sui festini organizzati con amici e ragazze minorenni. I federali su Little St. James – secondo quanto si evince dalle immagini riprese dall’alto da un drone – avrebbero trovato e sequestrato alcuni computer ed altro materiale che potrebbe risultare utile alle indagini. A bordo delle golf car i federali si spostano da una parte all’altra dell’atollo e il vero colpo grosso potrebbe essere la cassaforte di acciaio che si trova nella residenza principale dell’isola e che – racconta all’agenzia Bloomberg un ex addetto della tenuta – potrebbe contenere ben altro che soldi in contanti e ben altri segreti.

QUEGLI ACCORDI DI SEGRETEZZA FIRMATI DAGLI ADDETTI AI LAVORI

A Litle St. James Epstein andava spesso e arrivò ad avare fino a cinque imbarcazioni, tra cui un ferry da 200 posti con cui ospiti e lavoranti facevano la spola dalla vicina St. Thomas. Portava molte persone e, secondo i racconti, molte giovani donne che prendevano il sole a bordo piscina in topless, mentre lui si aggirava in costume, a torso nudo e ciabatte da mare. E non tollerava di vedere intorno gli addetti alla manutenzione, ordinando che stessero il più possibile alla larga dalla villa. Eppure qualcuno giura di aver visto tra gli ospiti Bill Clinton e altri potenti. Ma la gran parte degli addetti dell’isola furono costretti un paio di anni fa a firmare accordi di segretezza per non svelare nulla di quanto avevano visto

LA PRIMA CAUSA LEGALE CONTRO IL PATRIMONIO

A New York, intanto, una donna che ha accusato Epstein di sfruttamento e abusi sessuali ha presentato presso il tribunale della Grande Mela la prima causa civile che potrebbe aprire la strada a decine di azioni legali. La causa è intentata contro il patrimonio del finanziere suicida che ammonterebbe ad almeno 550 milioni di dollari. La vittima, Jennifer Araoz, 32 anni, fu adescata dalla rete di Epstein quando aveva 14 anni fuori dalla scuola e – secondo il suo racconto – fu abusata e violentata dall’età di 15 anni. La denuncia di Araoz anche contro la socia di Epstein, Ghislaine Maxwell.

LE GUARDIE DORMIVANO MENTRE IL FINANZIERE SI IMPICCAVA

E prosegue anche l’inchiesta sul suicidio in prigione del finanziere. Le due guardie carcerarie che avrebbero dovuto vigilare su Jeffrey Epstein la notte prima del suicidio si sono addormentate lasciando la cella del finanziere senza controlli per almeno tre ore. Gli agenti avrebbero poi falsificato il rapporto per nascondere il loro errore. Lo riporta il New York Times citando fonti investigative dopo che due agenti della prigione federale di Manhattan sono stati rimossi e messi in aspettativa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *