Suicidio su TikTok: Paolo Picchio e la lettera-appello ai giovani e alle famiglie

Redazione
13/10/2023

«Il gesto di questo ragazzo, nel giro di poche ore è diventato il grido di dolore per intere generazioni. Milioni di giovani abbandonati davanti agli schermi, che non sappiamo più ascoltare, che non riusciamo più ad abbracciare». ha scritto il presidente di Fondazione Carolina.

Suicidio su TikTok: Paolo Picchio e la lettera-appello ai giovani e alle famiglie

Paolo Picchio, papà di Carolina, scomparsa nel gennaio 2013 a soli 14 anni, dopo essersi gettata dal balcone della sua cameretta, ha scritto una lettera in riferimento al caso del giovane suicida di Bologna, pubblicata integralmente dal quotidiano Repubblica.

«Sogni e speranze in frantumi»

«Come padre» – si legge – «ancor prima che in qualità di presidente onorario di Fondazione Carolina, esprimo tutta la mia vicinanza alla famiglia di questo ragazzo. Io ho perso Carolina quando aveva solo 14 anni, oggi avrebbe avuto più o meno l’età di questa ultima vittima del web. Ma c’è una cosa che accomuna queste due storie. Entrambi erano amati e pieni di amici, contatti e relazioni. In un attimo tutte le loro passioni, i sogni e le speranze sono andati in frantumi sotto la scure di una violenza becera, petulante e vigliacca».

«L’effetto domino di una bugia»

«La maldicenza» – prosegue Picchio – «quando coltivata online, è ancora più devastante. Perché una bugia, una calunnia o un’accusa, se reiterate con la facilità e la velocità di una condivisione, possono diventare per molti faciloni una verità artificiale. Un effetto domino simile a quello di una palla di neve, che rotola giù per il pendio fino a travolgere tutto. Ma io dico a voi, ragazzi: ne vale la pena? Siete così insensibili? “Le parole fanno più male delle botte”. Così scrisse ormai 10 anni fa mia figlia. La sua lucidità disperata ha costretto tutti ad aprire gli occhi sul fenomeno della violenza online, fino ad allora totalmente ignorato».

«Il grido di dolore di generazioni»

«Tragedie come quella di Bologna mi riportano nel baratro di quella notte in cui ho perso di colpo tutta la bellezza e la grazia del mio mondo. Il gesto di questo ragazzo, nel giro di poche ore è diventato il grido di dolore per intere generazioni. Milioni di giovani, i nostri giovani, che abbiamo abbandonato davanti agli schermi, che non sappiamo più ascoltare, che non riusciamo più ad abbracciare. Ragazzi che soffrono, per via di coetanei che si piegano alla cultura dell’odio e dell’indifferenza.

Il richiamo alle istituzioni

Il papà di Carolino Picchio, termina così il suo intervento: «In questa grande emergenza dei nostri tempi, le istituzioni hanno una grande responsabilità. In questi anni ho sperimentato sulla mia pelle la politica degli annunci, le strette di mano e le promesse di un mondo adulto ripiegato su se stesso. Torniamo a viverli questi nostri figli, facciamoli uscire dalle loro camere e consegniamo a loro le chiavi del mondo. Altrimenti le lacrime di questi giorni non avranno alcun senso».