Supera 1,51 euro al litro, al Sud vola oltre 1,53

Redazione
18/01/2011

Non si fermano i rincari sulla rete carburanti. Secondo le rilevazioni di Quotidiano energia la benzina a livello medio nazionale...

Supera 1,51 euro al litro, al Sud vola oltre 1,53

Non si fermano i rincari sulla rete carburanti. Secondo le rilevazioni di Quotidiano energia la benzina a livello medio nazionale supera quota 1,51 euro al litro e in alcune aree del Sud vola oltre 1,53 euro al litro, avvicinandosi così al record di luglio 2008 di 1,56 euro al litro.
Un rialzo che è spiegato dal fatto che il settore della raffinazione del petrolio «attraversa un momento difficile non solo a livello nazionale, ma europeo». Il presidente dell’Unione petrolifera, Pasquale De Vita, in una lettera al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi rinnova così l’allarme dei rincari e ricorda che in Italia è a rischio la produzione equivalente a «3-4 raffinerie di medie dimensioni».
UNIONE PETROLIFERA. In vista del prossimo summit dei capi di Stato e di Governo europei in programma a Bruxelles il prossimo 4 febbraio, l’Unione petrolifera, come fanno con i rispettivi governi anche le associazioni di categoria degli altri Paesi europei, ha scritto al premier perché si riconosca «alla raffinazione l’attenzione che merita anche in chiave futura»: a Bruxelles, infatti, si parlerà anche di temi energetici e della necessità di una strategia europea che salvaguardi un approvvigionamento stabile e sicuro dell’energia e renda possibili gli ambiziosi obiettivi delineati per il 2020.
RINCARI. Una crisi che i consumatori pagano ogni giorno: il 18 gennaio a mettere mano ai listini sono stati Tamoil e TotalErg. La prima ha aumentato di 0,5 centesimi il prezzo raccomandato del solo diesel, la seconda dello stesso importo sia la benzina che il gasolio. Rialzi immediatamente trasferiti sul territorio dove, tra l’altro, si segnala un generale assestamento all’insù dei prezzi praticati in tutti gli impianti.
Nel dettaglio oggi la media nazionale dei prezzi praticati della benzina (in modalità servito) va quindi dall’1,490 euro al litro degli impianti Eni all’1,511 dell’IP (no-logo a 1,416 euro al litro). Per il diesel si passa dall’1,374 euro al litro riscontrato nelle stazioni di servizio Eni all’1,386 rilevato negli impianti Tamoil (no-logo a 1,302).
LE ASSOCIAZIONI. Federconsumatori e Adusbef non sono invece disposti a giustificare i rincari benzina: i rialzi dei prezzi dei carburanti sono «inspiegabili e del tutto ingiustificati», affermano le due associazioni, che in una nota attaccano il governo, definendolo «inerte ormai da diversi mesi». Oltre alla filiera petrolifera, secondo i consumatori, a guadagnare con i rincari è infatti «un comprimario di tutto rispetto», ovvero l’esecutivo, grazie alla tassazione di benzina e diesel. Forse, o senza forse, al governo interessa di più guadagnare a spese dei consumatori anziché utilizzare norme di legge che potrebbero, e dovrebbero, calmierare tale prezzo disponendo l’applicazione della cosiddetta accisa mobile, in grado di bilanciare la tassazione sull’intero costo del carburante». Senza un intervento di questo tipo, continuano, «siamo di fronte ad una perdita economica che pesa sulle tasche degli automobilisti per 198 euro annui (108 per costi diretti e 90 per costi indiretti)».