Non solo la Supercoppa italiana, come l’Arabia sta cannibalizzando i rivali su sport e intrattenimento

Pippo Russo
18/01/2024

La Final four tra Inter, Napoli, Fiorentina e Lazio è un minuscolo tassello nelle ambizioni del principe ereditario saudita bin Salman. Che vuole trasformare la città di Qiddiya in un gigantesco polo di svago. Mondiale 2034, Expo 2030, Olimpiadi, turismo esperienziale: così i petrodollari stanno annichilendo la concorrenza.

Non solo la Supercoppa italiana, come l’Arabia sta cannibalizzando i rivali su sport e intrattenimento

Uno stadio di calcio come non lo avete mai visto. La stagione delle Supercoppe nazionali coincide in Arabia Saudita con un annuncio propagandistico, come è da aspettarsi nel quadro di un’operazione che in modo così palese mescola sport e politica. E stavolta al centro della comunicazione si trova un impianto che ancora non esiste ma già viene presentato come il più moderno e efficiente al mondo. Sorgerà a Qiddiya, città che dista circa 40 minuti dalla capitale Riad e che nelle ambizioni del principe ereditario Mohammed bin Salman dovrebbe diventare il polo di attrazione globale per le attività di intrattenimento. E proprio al futuro sovrano saudita verrà intitolato l’impianto che sorgerà in cima a una collina e viene annunciato come un luogo un cui sarà possibile vivere «esperienze immersive» anziché una mera partita di calcio.

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Dopo la Liga spagnola, arriva la Serie A

È in questo contesto da pieno mutamento culturale e tecnologico che il 18 gennaio Napoli e Fiorentina inaugurano la prima edizione della Supercoppa italiana disegnata col format della Final four. Le squadre della nostra Serie A giungono in coda a quelle della Liga spagnola, che nel mese di gennaio sono andate a giocarsi il trofeo nel giardino di casa del sovrano. Due delle principali leghe calcistiche europee si sono precipitate a caccia di petrodollari, e per farlo sono state disposte a rivoluzionare il format.

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Dove sorgerà il polo dello svago a Qiddiya.

L’obiettivo saudita: annichilire la concorrenza

Altre leghe arriveranno, anche se sarà difficile vedere le altre della Top 5. I tedeschi sono contrari, gli inglesi non ne hanno bisogno. E quanto ai francesi, il fatto che i qatarioti proiettino la loro egemonia attraverso il Paris Saint-Germain è motivo sufficiente a rendere difficile la prospettiva che la Supercoppa di Francia si giochi in terra saudita. Ma altre supercoppe, magari da tornei europei di seconda fascia, potrebbero giungere. Nel frattempo le linee guida sviluppate nel progetto strategico Vision 2030 procedono verso gli obiettivi e portano a rafforzare la presa sull’economia globale dello sport e dell’intrattenimento. Obiettivo: annichilire la concorrenza, mettendo in campo capitali nettamente fuori dalla portata di qualsiasi competitor.

Stadio da 45 mila spettatori, costo stimato 315 milioni di dollari

Nel contesto di questo piano strategico Qiddiya è un pezzo cruciale. Un progetto di città avviato nel 2019 e pensato per ospitare qualsiasi tipo di svago, la più variegata offerta da mettere a disposizione del turismo esperienziale proveniente da ogni angolo del Pianeta. E in questo progetto di città del divertimento lo stadio Bin Salman è pensato come un frammento di futuro in azione. Un impianto da 45 mila spettatori, per un costo stimato di 315 milioni di dollari (in euro sono quasi 290 milioni). Progettato da Populous, società leader del settore sul piano globale, lo stadio di Qiddiya disporrà di tetto retrattile, impianto di climatizzazione e di una vasta distribuzione di schermi Led alle pareti per consentire un’esperienza immersiva allo spettatore. Che si troverà al centro di un flusso di immagini e informazioni digitalizzate. Inoltre, poiché l’impianto è pensato per essere multifunzionale, anche il pubblico degli eventi musicali potrà provare esperienze di pieno coinvolgimento sensoriale.

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Un render del futuro stadio a Qiddiya.

Marchio da “terra del nuovo Rinascimento”

Guardando i dettagli di questi progetti si comprende quanto strumentale sia il passaggio delle supercoppe nazionali in territorio saudita. Strumentale e marginale. I sauditi stanno alimentando un’onerosa strategia dell’attenzione che mira a mantenere il marchio da “terra del nuovo Rinascimento” (come ebbe a dire un ex premier italiano ed ex giovane rottamatore) al centro della scena globale. E dentro questo scenario i quattro club italiani chiamati a disputarsi il trofeo (Fiorentina, Inter, Lazio e Napoli) a Riad sono soltanto maschere di uno show che va a nastro continuo e alterna comparse a ritmo forsennato.

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Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman (Getty).

Mondiale, Expo, Olimpiadi e altro ancora

Il 2030 si avvicina a grandi passi, ma ormai appare chiaro che anche quella data sarà una tappa del forsennato percorso di crescita, non certo un punto di arrivo. In questo senso lo stadio Mohammed bin Salman di Qiddiya è un simbolo. Dovrebbe far parte della mappa degli impianti in cui verrà giocato il Mondiale di calcio 2034. Che è già un quadriennio oltre il 2030, anno che chiude il primo ciclo dell’ascesa saudita con la celebrazione dell’Expo internazionale a Riad. Nel frattempo i sauditi proveranno forse a centrare un altro bersaglio grosso: le Olimpiadi estive. Si prenderanno anche quelle, se decideranno di puntarci. E ancora una volta avverrà col medesimo piglio di voler trasformare tutto, di tracciare un segno distintivo fra ciò che era prima della nuova era saudita e ciò che verrà dopo. Per allora la Supercoppa italiana del 2024 non sarà nemmeno un ricordo. Sarà stata stratificata sotto mille altri eventi.

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Come sarà il futuro impianto avveniristico a Qiddiya.