Superlega, da Uefa e Fifa a Real Madrid e Barcellona: le reazioni dopo la sentenza

Giuseppe Fontana
21/12/2023

I due organi a cui è stato contestato l'abuso di posizione dominante hanno risposto parlando dell'importanza del «merito sportivo». Florentino Perez e Joan Laporta, presidenti dei due club spagnoli, invece esultano: «Momento storico». In Italia a parlare sono stati Abodi e Malagò: «Tuteliamo i campionati».

Superlega, da Uefa e Fifa a Real Madrid e Barcellona: le reazioni dopo la sentenza

La sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea contro Uefa e Fifa, nel caso Superlega, ha scosso il mondo del calcio. Dopo la notizia del parere con cui l’Ue ha sancito «l’abuso di posizione dominante» delle due federazioni, i soggetti protagonisti della vicenda sono passati al contrattacco. Sia la Uefa sia la Fifa, infatti, hanno commentato la vicenda con note in cui hanno sottolineato l’importanza del «merito sportivo». Soddisfatti, invece, due dei tre club coinvolti nella creazione della Superlega, Real Madrid e Barcellona, mentre la terza società, la Juventus, non ha commentato la sentenza. Ma le autorità in tema calcistico e sportivo dei vari Paesi frenano.

Uefa e Fifa: «Crediamo nel merito sportivo»

La Uefa è stata la prima a diramare un comunicato ricordando come la sentenza non rappresenti un’approvazione del progetto Superlega. Nella nota, inoltre, si sottolinea: «Tifosi, giocatori, allenatori, federazioni, club, leghe e tutti quelli che amano questo bellissimo gioco dicono a voce alta: non c’è spazio per ogni tipo di “Superlega” in Europa. Il merito sportivo è quello che conta. Il calcio è di tutti, teniamolo aperto a tutti. Conquistalo sul campo». E così anche la Fifa, che ha spiegato che «in linea con il proprio Statuto, crede fermamente nella specificità dello sport, inclusa la struttura piramidale, su cui si fonda il merito sportivo, e i principi di equilibrio competitivo e solidarietà finanziaria. Il calcio deve la sua lunga storia di successi ai principi sopra menzionati, che la Fifa, le confederazioni e le federazioni affiliate continueranno a promuovere anche in futuro, nell’interesse di tutti gli appassionati di calcio di tutto il mondo».

Real Madrid, Perez: «Sentenza storica»

Di diverso avviso il presidente del Real Madrid, Florentino Perez. Ha dichiarato: «Accogliamo con enorme soddisfazione la sentenza della Corte di giustizia europea. Nei prossimi giorni studieremo attentamente la portata di questa sentenza, di grande portata storica. Il calcio europeo non sarà mai più un monopolio e da oggi i club saranno padroni del proprio destino». E ancora: «Abbiamo il dovere di dare la spinta di cui il calcio ha bisogno. Creeremo un progetto aperto, basato sul merito sportivo, in rispetto del fair play finanziario e dei campionati nazionali. Soprattutto tutelerebbe i giocatori ed entusiasmerebbe i tifosi di tutto il mondo. Non siamo contro nessuno, vogliamo solo rinnovare il calcio, il cui destino è nelle mani dei club e dei loro tifosi. Il nostro destino appartiene a noi e abbiamo davanti a noi una grande responsabilità. Siamo all’inizio di una nuova era, potremo lavorare liberamente e senza minacce».

Superlega, da Uefa e Fifa a Real Madrid e Barcellona le reazioni dopo la sentenza
Florentino Perez, numero uno del Real Madrid, all’arrivo a una cerimonia (Getty Images).

Barcellona, Laporta: «Opportunità per i club»

E anche il presidente del Barcellona, Joan Laporta, è intervenuto con alcune dichiarazioni. Ha affermato: «Da oggi si apre un’opportunità storica per cercare di risolvere alcuni dei gravi problemi che compromettono la futura viabilità di gran parte dei club. Ciò che desideriamo è un dialogo aperto e costruttivo per generare sinergie positive tra tutte le parti. Il Barcellona cercherà di promuovere formule innovative per migliorare le attuali competizioni europee, in un formato aperto e meritocratico». Il club in una nota ha aggiunto: «La sentenza apre la strada a una nuova competizione calcistica di massimo livello in Europa contro il monopolio nel mondo del calcio. E vuole offrire una proposta di dialogo su quello che dovrebbe essere il modello di competizione europea del futuro».

Superlega, da Uefa e Fifa a Real Madrid e Barcellona le reazioni dopo la sentenza
Joan Laporta, presidente del Barcellona (Getty Images).

L’Eca: «La sentenza non sostiene la Superlega»

Diversa la posizione dell’Eca. L’Associazione dei club europei ha spiegato: «Per essere assolutamente chiari, la sentenza non sostiene e non appoggia alcun progetto della Superlega. Da quando è stato presentato il progetto, due anni fa, sono già state messe in atto importanti riforme progressiste della governance nel sistema calcistico europeo mondiale, comprese nuove regola UEFA per la pre-autorizzazione delle competizioni. Ancor più importante, il calcio è un contratto sociale, non un contratto legale. Tutti i soggetti interessati riconosciuti del calcio europeo e mondiale sono uniti contro i tentativi di alcuni individui che perseguono agende personali per minare le fondamenta stesse e i principi fondamentali del calcio europeo».

Abodi: «La sentenza dice solo che il sistema va rivisto»

In Italia la notizia è stata commentata dal ministro dello Sport, Andrea Abodi. L’ex presidente della Serie B ha dichiarato: «La Corte non ha detto che si giocherà la Superlega ma che l’assetto va rivisto. Il presupposto fondamentale per me è che ci sia inclusività della competizione, la tutela dei campionati nazionali, dei vivai e della Nazionale. Oggi è un giorno di assunzione di responsabilità e di profonde riflessioni ma in questi casi cerco di vedere le opportunità, c’è la necessità di rivedere il baricentro di rapporti e interessi. Prima di arrivare alle estreme conseguenze c’è un percorso che l’Uefa può fare».

Malagò: «Rischio è che lo scudetto diventi marginale»

E anche il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha espresso la propria posizione in merito alla sentenza. Il suo è un appello a proteggere i campionati nazionali, al pari di quanto affermato da Abodi: «Con la Superlega lo scudetto diventa carta straccia? Sicuramente non posso dirlo, ma il rischio che diventi marginale in termini di interessi esiste. Non commento le sentenze, non l’ho mai fatto, anche quelle che non capisco o non condivido. A fronte di questo gli organismi preposti dovranno predisporre logiche di accorgimento e contromisure rispetto a quanto ha previsto la Corte Europea. Ora dobbiamo capire quali contromisure prenderanno Fifa e Uefa».